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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

Bryan Zaragoza, il “calciatore di strada” che Gasperini vuole a Trigoria

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Ci sono nomi che, quando iniziano a girare nel mercato di gennaio, ti fanno drizzare le antenne. Non perché siano superstar già confezionate, ma perché hanno quel sapore di intuizione. Di giocatore che può accendersi all’improvviso e cambiare le partite. Bryan Zaragoza è uno di questi. La Roma di Gasperini lo ha messo in cima alla lista: un rinforzo di fantasia e dinamismo, uno di quei profili che non si comprano solo per riempire una casella, ma per dare qualcosa che oggi manca. E Zaragoza, quel qualcosa, ce l’ha. Un talento piccolo, ma elettrico Classe 2001, nato a Malaga, alto appena 1 metro e 64. Uno di quelli che quando lo vedi ti viene spontaneo pensare: “ Questo è fatto per sgusciare via ”. Piede destro, ruolo naturale ala sinistra, ma può giocare anche a destra o da trequartista. E soprattutto: è un “ jugador de calle”. Un calciatore di strada, di quelli che nel calcio iper-tattico di oggi stanno diventando quasi una specie in via d’estinzione. Dribbling, accelerazi...

Romanista o Laziale? Una lezione di etimologia

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Romanista o Laziale? Una lezione di etimologia (per chi ancora non ha capito chi comanda a Roma) Sui social e nei bar ci si scontra ogni giorno, ma se provassimo a guardare la faccenda da un punto di vista puramente linguistico e storico? Perché, sapete, le parole hanno un peso. E quelle che definiscono noi e "quelli là" raccontano due storie completamente diverse. Se siete tifosi della Roma, preparatevi: la storia (e l'etimo) ci dà ragione su tutta la linea. Romanista : Lo studioso del cuore del mondo Il termine Romanista non nasce in Curva Sud, ma tra le polverose carte del diritto. Etimologicamente, il romanista è l’esperto di Diritto Romano, colui che studia le basi della civiltà occidentale. La radice è Roma, un nome che non ha bisogno di presentazioni.   Che derivi da Rumon (il fiume) o da Ruma (la lupa che nutre), indica comunque il centro, il nucleo, il punto esatto da cui tutto è partito. Essere romanisti significa aver scelto di rappresentare l’U...

Mio padre, la Roma e l’amore per Roma

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Ci sono amori che non si scelgono. Ti arrivano addosso come un destino gentile. E spesso hanno la voce di un padre. Mio padre mi ha trasmesso un amore grande: la Roma. Ma non solo la Roma squadra… la Roma come appartenenza. Come casa. Come sangue. La domenica, quando giocavamo in casa, era una festa vera. Non una partita. Un rito. Ci si preparava dalla mattina presto. La sciarpa. La bandiera. La maglietta giallorossa con lo stemma della Magica. La trombetta con la bomboletta, che sembrava un’arma sacra, un richiamo di battaglia. E mia madre… sempre lei, silenziosa regista dell’amore: ci preparava i panini con la frittata, qualche frutto, come se dovessimo partire per un viaggio lunghissimo. E in fondo lo era. Partivamo verso le dieci del mattino. Roma era diversa a quell’ora. Aveva un’aria sospesa, come se anche lei sapesse che stava per succedere qualcosa. I biglietti non si compravano online. Non esisteva la comodità. Esisteva l’attesa. Le file al botteghino. I bagarini f...

Un pareggio che va stretto alla Roma

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Roma–Milan: Il cuore oltre l’ostacolo, ma l’Olimpico meritava i tre punti Ci sono notti in cui il tabellino è l’ultima cosa che conta, e serate che restano impresse sulla pelle per tutto ciò che accade fuori dal rettangolo verde. Roma–Milan non è stata solo una partita di cartello; è stata una battaglia di nervi, sudore e orgoglio. Ma, soprattutto, è stata la notte in cui il popolo romanista ha ribadito al mondo un concetto fondamentale: l'appartenenza non si misura in punti, ma in brividi. Se il calcio iniziasse al momento della coreografia, la Roma avrebbe vinto per distacco. La curva Sud: un’opera d’arte che toglie il fiato Prima del fischio d’inizio, l’Olimpico ha smesso di essere un semplice stadio per trasformarsi in un tempio. La Curva Sud ha regalato una coreografia che definire "meravigliosa" è riduttivo. Un’esplosione di colori e simboli che ha avvolto l'impianto in un abbraccio eterno. In quegli istanti, si è percepita l'essenza pura di ques...

Parmigiana di Cardi: Il Cuore Invernale della Cucina Romana

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Se pensate che la parmigiana sia solo un affare estivo a base di melanzane, non avete ancora provato la versione romana con i cardi. Chiamata spesso "Cardi alla Parmigiana", questa ricetta trasforma uno degli ortaggi più ostici dell'inverno in un peccato di gola irresistibile. Ingredienti per 4-6 persone Cardi: 1,5 kg (già puliti circa 800g) Passata di pomodoro: 700 ml Parmigiano Reggiano: 150 g (abbondate!) Mozzarella o Fiordilatte: 250 g (asciugata bene) Uova: 3-4 (per la doratura) Farina: q.b. Olio di semi d'arachide: per friggere Cipolla, Olio EVO, Sale e Pepe: per il sugo Limone: 1 (per non far annerire i cardi) Il Procedimento: Passo dopo Passo La pulizia ( Il segreto del successo) Il cardo è fibroso, quindi va trattato con cura. Eliminate le coste esterne più dure e rovinate. Tagliate le altre a pezzi di circa 10-12 cm, privateli dei filamenti con un pelapatate e tuffateli immediatamente in acqua acidulata con succo di limone. La precottura Lessa...

Quando la Roma B profuma di… Champions

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Ieri sera lo Stadio Olimpico è diventato una cucina stellata, dove il sous-chef ha brillato tanto quanto lo chef titolare. Contro lo Stoccarda, con la qualificazione già in tasca, Gian Piero Gasperini ha deciso di dare un meritato turno di riposo ai titolari in vista della gigantesca sfida di domenica contro il Milan di Massimiliano Allegri. Ma quello che è arrivato in campo non è stata una brutta copia: è stata una squadra con gusto, sostanza… e carattere.  Svilar : il “portiere europeo” che chiude la porta Nel piatto principale di ieri, non si può non segnalare un ingrediente chiave: Mile Svilar. Il portiere giallorosso ha fornito una prestazione eccezionale, confermando ancora una volta di essere tra i portieri più affidabili in circolazione non solo per la Roma, ma anche nel panorama europeo.  Sul tiro insidioso di Undav, e poi ancora su altre incursioni tedesche, Svilar è stato pronto, reattivo e decisivo nei momenti in cui la Roma ha potuto vacillare.  L...

🟡🔴 Scheda Giocatore – Lorenzo Venturino

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Dati anagrafici Nome: Lorenzo Venturino Anno di nascita: 2006 Nazionalità: Italiana Altezza: 1,84 m Piede preferito: Destro Ruolo: Attaccante esterno / seconda punta Club Provenienza: Genoa Nuovo club: AS Roma Formula: trasferimento a titolo definitivo Destinazione iniziale: settore giovanile / progetto di crescita Percorso Cresciuto nel settore giovanile del Genoa, Lorenzo Venturino si è messo in evidenza con la Primavera rossoblù, attirando l’attenzione di diversi osservatori per rendimento, continuità e maturità tattica non comune per l’età. La Roma lo inserisce nel proprio progetto come investimento strutturale, puntando su sviluppo tecnico, fisico e mentale. Caratteristiche tecniche Attaccante rapido e dinamico, capace di partire largo Buona abilità nell’1 contro 1 Senso del gol e tempi di inserimento Buona protezione palla grazie alla struttura fisica (1,84 m) Utilizzabile su più posizioni del fronte offensivo Non è un centravanti statico: preferisce muoversi, dialoga...

Il sogno lungo quarant’anni: lo stadio della Roma prende forma a Pietralata

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Ci sono sogni che a Roma fermentano come un sugo messo sul fuoco piano. Li mescoli ogni tanto, li controlli, temi che si attacchino… ma sai che, prima o poi, saranno pronti. Lo stadio di proprietà della AS Roma è uno di questi. Lo aspettava Dino Viola, ci ha provato Franco Sensi, lo ha inseguito, senza portarlo a tavola,  James Pallotta. Oggi, finalmente, con i Friedkin , il piatto sta arrivando in sala. Non è più una suggestione, non è più un rendering buono per i social: è un progetto depositato, numeri alla mano, visione chiara. E questa volta profuma di realtà. I numeri del nuovo stadio giallorosso Come riportato da Il Messaggero, il progetto del nuovo stadio della Roma a Pietralata è stato ufficialmente presentato in Campidoglio. E i numeri sono quelli di una grande opera europea, non di un sogno a metà. Capienza: 60.605 spettatori Durata dei lavori: 37 mesi Costo complessivo: oltre 1,3 miliardi di euro Spese già sostenute: più di 32 milioni solo per la progettazi...

Le pappardelle sulla lepre. Storia origini e ricetta originale toscana

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Le pappardelle al sugo di lepre sono uno dei pilastri della cucina toscana, un piatto che racchiude l'anima rurale e la nobile tradizione della caccia di questa regione. È il classico "piatto della festa" della domenica o dei mesi invernali, caratterizzato da sapori decisi e cotture lente. Storia e Origini Il nome " pappardelle " deriva dal verbo dialettale toscano " pappare ", ovvero mangiare con golosità e gioia. Sebbene la sfoglia all'uovo sia comune anche in Emilia-Romagna, le pappardelle (più larghe delle tagliatelle, circa 2-4 cm) sono considerate tipicamente toscane, con radici che risalgono al XIV secolo. Boccaccio e la letteratura : Già nel Medioevo si trovano riferimenti a queste larghe strisce di pasta. Addirittura, nel Dizionario Italiano di Niccolò Tommaseo (XIX secolo), vengono citate esplicitamente come un tipo di lasagna da cuocere con la carne o "colla lepre".  " Sulla lepre ": In Toscana, specialmen...

Roma, il "Nuovo Corso" parte da Torino: Malen trascina la rivoluzione di Gasperini

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Non è stata solo una vittoria, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti. Lo 0-2 con cui la Roma ha espugnato l'Olimpico Grande Torino porta in dote tre punti preziosi, ma il tesoro più grande è un altro: la sensazione che il progetto di Gian Piero Gasperini abbia finalmente trovato i suoi interpreti ideali. Dopo la cocente delusione dell’eliminazione in Coppa Italia, la piazza chiedeva una risposta di carattere. La risposta è arrivata, ed è stata una lezione di lucidità e pragmatismo. L’effetto Malen: l’ingranaggio che mancava Il protagonista assoluto della serata non poteva che essere lui: Donyell Malen. Raramente si è vista un’integrazione così fulminea in un sistema di gioco complesso come quello giallorosso. Al suo esordio assoluto, l'olandese ha mostrato tutto ciò che finora era mancato all'attacco capitolino:  * Verticalità : La capacità sistematica di aggredire lo spazio alle spalle dei difensori.  * Qualità nello stretto : Un tocco di palla che parl...

Fettuccine con regaglie di pollo e funghi porcini secchi.

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Questa è la vera anima della cucina romana "di casa", un piatto che profuma di domenica e di trattorie trasteverine di una volta.  A differenza della Carbonara o della Amatriciana, che sono diventate icone globali, le Fettuccine con le rigaglie (o regaglie) sono rimaste un tesoro locale, custodito da chi ama i sapori forti e autentici. La Storia e le Origini Il termine "rigaglie" deriva dal latino regalia, ovvero "cose degne di un re". È un paradosso affascinante: sebbene si tratti di frattaglie (scarti del pollo come fegatini, durelli, cuori e crestine), erano considerate una prelibatezza così raffinata da essere destinate ai banchetti nobiliari e papali. Nella Roma dell'Ottocento e del primo Novecento, nulla andava sprecato. Mentre le parti nobili del pollo finivano nei secondi piatti (come il pollo alla romana con i peperoni), le interiora venivano utilizzate per arricchire i sughi. L'aggiunta dei funghi porcini secchi serviva a d...

Paccheri cremosi al limone e pistacchi

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La pasta con ricotta di mandorla, limone e pistacchi è un piatto che affonda le sue radici nella tradizione gastronomica siciliana, reinterpretata in chiave contemporanea e vegetale. ​Le Origini: Tra Terra e Mare ​L'uso della mandorla in cucina non è certo una novità: furono gli Arabi a introdurre i mandorleti in Sicilia intorno al IX secolo. Da allora, la mandorla è diventata la regina della pasticceria e della cucina povera dell'isola. ​La "ricotta" vegetale nasce invece dall'ingegno contadino e dalla necessità di trovare alternative nutrienti quando i prodotti caseari scarseggiavano o per rispettare i periodi di magro previsti dal calendario religioso. Oggi, questa preparazione è diventata il simbolo della cucina plant-based mediterranea, che cerca di mantenere i sapori del territorio senza rinunciare alla leggerezza. ​La Storia degli ingredienti • ​ La Mandorla: In Sicilia (specialmente nella zona di Noto e Avola) è considerata "l'oro bian...

Difendere la Roma non è censura: è rispetto

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C’è un tipo di tifo che vive di slogan, di rabbia istintiva e di processi sommari. Un tifo che non aspetta mai, non riflette mai e non perdona mai. Un tifo che sembra godere più dell’errore che della vittoria. E poi c’è un altro modo di essere romanisti: quello che nasce dal cuore, dalla memoria, dalla fedeltà alla maglia e alla storia del club. Quello che sa criticare senza odiare e sa amare senza essere cieco. In questa sessione di mercato la Roma ha già investito 50 milioni di euro. Fatti, non chiacchiere. Eppure fino a ieri si sentiva il solito ritornello: “ La Roma non può comprare se prima non vende .” Quelli che questa estate dicevano: “ Vedrete che cedono Svilar .” “ Koné lo stanno svendendo all’Inter .” La stessa mentalità che ciclicamente avvelena la piazza giallorossa. La stessa che esponeva striscioni contro Viola “VIOLA DINO BAGARINO” e poi gridava “ CRAGNOTTI COMPRATE SENSI” . Oggi molti di quegli stessi tifosi li celebrano come miti, dimenticando cosa dicevan...

Tanta carne al fuoco, finalmente: Vaz, Malen e un mercato che prende sapore

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Dopo il giovane talento francese Robinio Vaz , ieri è arrivato a Roma anche il nazionale olandese Donyell Malen. Due acquisti importanti per Gasperini , due ingredienti diversi per una stessa ricetta offensiva: uno di prospettiva, l’altro di rendimento immediato. Vaz è un classe 2007, sì, ma non è un ragazzo qualsiasi. Se a 18 anni collezioni 14 presenze per 373 minuti, segnando 4 gol, e che go,  con una media di una rete ogni 93 minuti nella Ligue 1, non sei solo una promessa: sei un talento già acceso. Una spezia forte, che va dosata bene, ma che può cambiare il sapore di una stagione. Malen invece è il piatto pronto: esperienza internazionale, velocità, strappo, profondità, capacità di attaccare lo spazio. Un giocatore che può incidere subito, senza marinatura. Le tempistiche ( il piatto servito un po’ tardi ) Sulle tempistiche però c’è da storcere il naso. Gasperini aspettava rinforzi in attacco da quest’estate. Arrivano ora, quando hai già lasciato punti per stra...

La Coppa che sapeva di futuro.

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17 maggio 1980: quando la Roma imparò a vincere (e noi a sognare) Ieri l’ennesima uscita triste dalla Coppa Italia. Un’altra eliminazione senza rabbia, senza gloria, senza quella sensazione di “ci abbiamo provato davvero”. Ormai è diventata una costante: la Coppa, per noi romanisti, è passata da sogno a fastidio, da possibilità a formalità da sbrigare in fretta. E allora la mente — come succede sempre quando il presente delude — torna indietro. Torna a quella sera lì. Al 17 maggio 1980. Alla notte in cui la Coppa Italia non era una scocciatura… ma una porta spalancata sul futuro. Una finale che non fu solo una finale Roma–Torino, finale di Coppa Italia. Olimpico pieno, caldo appiccicoso, 53.000 anime giallorosse. Non fu solo una partita. Fu uno spartiacque. Fu l’inizio dell’era della Grande Roma di Liedholm e Dino Viola. Fino a quel momento la nostra bacheca era quasi timida: 1 Scudetto (1941–42) 3 Coppe Italia (1964, 1969) 1 Coppa delle Fiere Quella Coppa sarebbe stata la ...

Donyell Malen alla Roma: il profilo giusto per il calcio di Gasperini

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  La Roma è a un passo dal chiudere l’operazione Donyell Malen. Secondo Gianluca Di Marzio, pochi minuti fa, la trattativa con l’Aston Villa è ai dettagli: manca solo l’ultimo via libera formale per definire un’operazione che può cambiare profondamente il volto offensivo della squadra di Gasperini. Non è solo un nome di mercato. Malen è un profilo funzionale, coerente con un’idea di calcio precisa. Scheda giocatore Nome: Donyell Malen Data di nascita: 19 gennaio 1999 (26 anni) Nazionalità: Olanda Altezza: 1,76 m Piede: destro Ruolo: attaccante / esterno offensivo / seconda punta Club attuale: Aston Villa Caratteristiche tecniche e stile di gioco Malen è un attaccante moderno, non posizionale, che vive di movimento, velocità e lettura dello spazio. Velocità ed esplosività: è devastante nei primi metri. Attacca la profondità con tempi eccellenti e sa portare palla ad alta velocità anche in spazi ridotti. Dribbling e uno contro uno: non è un fantasista puro, ma è estrema...

Làgane e ceci. Un piatto che profuma di casa di terra e di memoria.

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Ci sono piatti che non si mangiano soltanto. Si ascoltano. Si ricordano. Si tramandano. Le làgane e ceci sono questo: non una semplice ricetta, ma un racconto antico che profuma di cucine contadine, di fuochi accesi prima dell’alba, di mani infarinate e di tavole condivise. È uno dei pilastri della cucina povera calabrese — e, più in generale, del Sud Italia — un piatto che nasce dalla necessità e diventa cultura, che nasce dalla povertà e diventa ricchezza. Un piatto che sa di casa anche quando casa è lontana. Una storia che viene da molto lontano La parola làgana arriva da lontano, attraversa i secoli come una barca lenta sul mare della storia: dal greco làganon al latino laganum. Era una sfoglia semplice di acqua e farina, stesa e tagliata a strisce larghe, cotta sul fuoco o fritta un cibo povero, sì, ma già allora profondamente umano. Orazio, nel I secolo a.C., la cita con naturalezza nelle sue Satire, raccontando il piacere di tornare a casa per mangiare un piatto cald...

Robino Vaz. Eccolo!

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Robinio Vaz, il futuro che la Roma prova a prendersi oggi La Roma non lo prende per riempire una casella. La Roma lo prende per costruire un domani. Robinio Vaz non arriva a Trigoria come una promessa generica, ma come un’idea precisa di calcio: giovane, potente, tecnico, intelligente. Uno di quei profili che raccontano una direzione, prima ancora che un acquisto. Classe 2007, francese, 18 anni appena compiuti, Vaz è il simbolo di una Roma che prova finalmente ad anticipare il tempo invece di rincorrerlo. E per una piazza che ha spesso pagato l’attesa, è già una notizia. Un centravanti che parla il calcio moderno Dal punto di vista tattico, Vaz è tutto fuorché un centravanti banale. È una punta che: attacca la profondità quando la linea sale,  viene incontro quando serve consolidare il possesso,  sa giocare spalle alla porta per far salire la squadra,  e poi riattacca l’area con tempi da attaccante maturo. In un sistema come quello della Roma che alterna costr...

Con la corda al collo

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Io questo lavoro lo amo. Non l’ho scelto per i soldi. Non l’ho scelto per stare comodo. L’ho scelto perché mi faceva sentire vivo. Perché mi piaceva aprire la porta la mattina, sentire l’odore del caffè, guardare la sala vuota che tra poco si sarebbe riempita di voci, risate, vita. Perché mi piaceva stancarmi. Ma una stanchezza bella. Quella che ti fa dire: “Oggi ho fatto qualcosa di buono.” Oggi invece apro la saracinesca… e sento solo il peso. Un peso sul petto. Un peso sulla schiena. Un peso nella testa. È come lavorare con una corda al collo. Non ti strangola subito. Ti lascia respirare quel tanto che basta per continuare a lavorare. E intanto stringe. Ami quello che fai. Ma vivi con la paura addosso. Paura di sbagliare una carta. Paura di una multa. Paura di una lettera. Paura di un controllo. Paura che qualcosa ti sfugga e ti rovini. Sempre più doveri. Sempre meno diritti. Sempre più moduli. Sempre meno tutele. Sempre più richieste. Sempre meno ascolto. Ti chiedono tu...

Quando mancano gli uomini, non manca la Roma

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La notte in cui una squadra ferita è diventata devastante Una Roma devastata dalle assenze che diventa devastante nel momento più difficile della partita. È questo il paradosso meraviglioso vissuto all’Olimpico: quando tutto sembrava complicarsi, quando le gambe pesavano e le rotazioni erano ridotte all’osso, la Roma ha trovato dentro sé stessa una forza che non si allena, non si compra e non si improvvisa. L’energia non è partita dal campo. È partita dagli spalti. Un coro, uno solo, che cresce come un’onda e travolge tutto: avversari, paura, stanchezza, destino. La Sud che si alza in piedi non per protestare, ma per sostenere. La Roma che smette di difendersi e ricomincia ad attaccare, non solo l’area avversaria, ma la partita stessa. È in quel momento che la Roma ferita diventa Roma feroce. Il valore invisibile: la Roma non si arrende mai Dal punto di vista tecnico la gara racconta una squadra limitata nelle scelte, costretta a reinventarsi, a gestire energie, a mascherar...

Sono nato tra gli Incurabili

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Storia del San Giacomo in Augusta e di una notte di febbraio che mi ha messo al mondo Ci sono luoghi che non sono solo muri. Sono respiri stratificati. Sono passi che restano impressi nel pavimento. Sono voci che non smettono di parlare, anche quando le finestre sono chiuse. L’Ospedale di San Giacomo in Augusta era uno di questi. Per 670 anni, nel cuore di Roma, tra via del Corso e via di Ripetta, accanto alla chiesa omonima e sotto lo sguardo antico del Mausoleo di Augusto, questo ospedale ha raccolto ciò che la città aveva di più fragile: i malati, i poveri, gli “incurabili”, quelli che non avevano più un posto, né un tempo, né una speranza. Eppure proprio lì, tra gli Incurabili, sono nate speranze a migliaia. E una, quella notte fredda del 19 febbraio 1961, ero io. Un ospedale che nasce dalla misericordia Il San Giacomo nasce nel Medioevo, ma viene rifondato nel Cinquecento come Arcispedale degli Incurabili. È voluto dai papi, sostenuto dai nobili illuminati, abitato da...

Edoardo Bove Il cuore oltre il destino

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Ci sono istanti in cui uno stadio pieno diventa improvvisamente il luogo più silenzioso del mondo. Succede quando il gioco si ferma, quando nessuno guarda più il pallone e tutti, istintivamente, guardano la stessa cosa: un uomo a terra, il tempo che si dilata, la paura che prende spazio. È successo a Firenze. In una partita come tante, in una stagione come tante, il calcio ha smesso per qualche minuto di essere sport ed è tornato a essere quello che è sempre stato, prima di tutto: vita che scorre, che può rallentare, fermarsi, ripartire. In quel momento, Edoardo Bove non era più un centrocampista, una promessa, un numero di maglia. Era semplicemente un ragazzo di ventidue anni con il cuore che chiedeva attenzione. E tutto il resto classifica, risultato, cronaca è diventato secondario. Da lì è cominciata una storia che non parla di tattica, ma di resistenza. Non di moduli, ma di carattere. Non di gol, ma di ritorni. Ed è per questo che quella di Edoardo Bove non è solo una s...