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Mandateci a Verona

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La Roma non molla mai: da quel “ve l’avevo detto” al sogno Champions Lo dissi a settembre, quando molti storcevano il naso e altri già preparavano i processi dopo le prime difficoltà: “Questa Roma arriverà tra le prime quattro.” E per gran parte del campionato la Roma è stata lì, stabilmente aggrappata alle zone alte della classifica, giocando un calcio fatto di carattere, orgoglio e appartenenza. Poi sono arrivati gli infortuni, qualche passo falso di troppo e quella sensazione fastidiosa di vedere la squadra scivolare in posizioni che, sinceramente, non meritava. Il momento che ancora oggi fa male ripensare? Quel maledetto pareggio contro la Juve. Stavamo vincendo 3-1, avevamo la partita in pugno e invece ci siamo fatti rimontare. Una botta tremenda, forse quella che più di tutte ha tagliato le gambe a una squadra che fino a quel momento aveva dato l’impressione di poter davvero volare. Poi è arrivata la sconfitta di San Siro contro l’Inter e lì si è scatenato l’inferno. ...

Il Timballo di Anelletti: il sapore autentico della festa palermitana

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Ci sono piatti che non sono semplicemente cibo, ma veri e propri catalizzatori di ricordi. Il timballo di anelletti è esattamente uno di questi: una scelta che sa di festa, di domeniche in famiglia, di tavolate lunghe e di risate che riempiono la stanza. È un piatto ricco, generoso, che racchiude tra le sue forme tutti i profumi e i sapori più veri della tradizione siciliana. ​Ogni singola forchettata ha il potere di portarti un po’ a casa. C’è il pomodoro ricco e profumato che avvolge gli anelletti, la carne che dà corpo e carattere, e poi lei: la regina indiscussa, quella crosticina dorata e croccante in superficie che fa scattare immediatamente il sorriso di chi sa, ancor prima di assaggiare, di aver scelto bene. Insomma, il timballo è un abbraccio saporito che porta in tavola una storia antica, fatta di gesti lenti e ingredienti semplici ma straordinari. ​Se hai voglia di portare un po' di questa magia nella tua cucina, ecco la ricetta originale palermitana da prepa...

Il triste destino di chi vive di luce riflessa

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C’è chi progetta, chi sogna i grandi palcoscenici d’Europa e chi, invece, si ritrova a dover raccogliere i cocci di una stagione fallimentare. La sentenza del campo è arrivata, gelida e senza sconti: la Lazio, inchiodata a metà classifica, è ufficialmente fuori dalle coppe per il secondo anno consecutivo.  Un flop sportivo che dalle parti di Formello provano a edulcorare in ogni modo, ma che i numeri sbattono in faccia alla realtà senza troppi giri di parole. ​Dall’altra parte del Tevere, però, l’aria che si respira è decisamente un’altra. Noi la nostra certezza l’abbiamo già messa in tasca: l’Europa League è ufficiale, ma la testa e il cuore sono tutti lì, puntati verso quell’obiettivo massimo chiamato Champions League. ​E qui esplode il solito, grottesco paradosso romano. Una volta fallito ogni traguardo stagionale, a loro non resta che un’unica ragione di vita, una sorta di missione esistenziale: vivere in funzione della Roma. Non avendo più nulla per cui lottare in ...

Roma ora è il momento. Il filotto può cambiare la stagione

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Roma, tra strappi e frenate: il vero campionato comincia adesso C’è una cosa che chi segue il calcio italiano ha imparato negli anni: le squadre di Gian Piero Gasperini non sono mai lineari. Non sono un fiume tranquillo, ma una corrente che cambia ritmo, accelera, si ingrossa, poi rallenta, quasi a prendere fiato prima di un’altra piena. È successo a Bergamo più di una volta, e chi conosce quel calcio fatto di intensità, coraggio e duelli a tutto campo sa che i picchi e le cadute fanno parte del pacchetto. Alla AS Roma sembrava, almeno all’inizio, che il copione fosse stato strappato. Partenza forte, quasi arrogante, di quelle che fanno dire “stavolta è diverso”. Ritmo alto, idee chiare, una squadra che sembrava sapere sempre cosa fare e quando farlo. Poi, come spesso accade, il calcio ha presentato il conto. La frenata è stata brusca. Non improvvisa, ma inevitabile. E dentro quella frenata ci stanno tante cose: gli infortuni, certo, ma non solo. Perché ridurre tutto a una...

L’Evoluzione del Gusto: La Vera Storia di Gricia e Amatriciana

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​La storia della gricia e dell’amatriciana non è il frutto di un’invenzione isolata o di un lampo di genio culinario, ma rappresenta l’esito di un processo storico lungo, stratificato e profondamente radicato nella vita reale dell’Italia centrale. Per comprendere come questi piatti siano diventati simboli della gastronomia italiana, è necessario analizzare il legame indissolubile tra la cultura pastorale appenninica e l’evoluzione urbana di Roma. ​Le radici pastorali e la transumanza ​Il punto di partenza è l’area appenninica tra Lazio e Abruzzo, in particolare il territorio di Amatrice. Per secoli, in queste zone si è sviluppata una cucina funzionale alle necessità dei pastori durante la transumanza. Guanciale, pecorino e pasta secca non erano scelti per motivi estetici, ma per ragioni pratiche: erano ingredienti resistenti, facili da trasportare e altamente nutrienti. ​Questa cucina non era confinata esclusivamente alle montagne. L’Agro Romano, fino a buona parte del Nove...

QUANDO IL CALCIO PERDE L'ANIMA

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C’è un momento, nella vita di chi ama davvero qualcosa, in cui smette di riconoscerla. Non perché sia cambiata poco, ma perché è diventata altro e oggi, guardando il calcio, mi viene da dirlo senza girarci troppo intorno: questo non è più il mio calcio. Mi sorprendo a pensarlo mentre scrivo, quasi con un senso di colpa, perché il calcio, per me, non è mai stato solo uno sport, era un rito, era un linguaggio comune, era un pezzo di vita e invece oggi mi ritrovo a chiedermi se abbia ancora senso continuare a parlarne, a scriverne, a difenderlo. Mi passa davanti agli occhi un film che non tornerà più. Il panino con la frittata mangiato prima della partita, le voci di curva che erano ironia, sfottò, appartenenza, mai odio. Gente vera, personaggi veri, uomini prima ancora che calciatori. Penso a Orazio Pennacchioni, simbolo di un tifo genuino, senza filtri. Penso a Romeo Benetti che arrivava agli allenamenti con una Renault 5, come uno di noi. Penso a Agostino Di Bartolomei, il ...

Gasperini vs Ranieri: alla Roma gli alibi sono finiti

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Nel calcio, come in un’osteria vera, il conto arriva sempre, puoi raccontarla come vuoi, puoi spiegare gli ingredienti mancanti, puoi parlare di giornate storte… ma alla fine resta il piatto e quello della Roma, quest’anno, è rimasto a metà. La diatriba tra Gian Piero Gasperini, oggi allenatore della Roma, e Claudio Ranieri, nel ruolo di Senior Advisor, nasce proprio da qui: da una visione diversa della realtà e soprattutto, da una verità che fa rumore. Ranieri ha sbagliato, ma non aveva tutti i torti Partiamo da un punto chiaro: Ranieri ha sbagliato, nei tempi, probabilmente nei modi, un uomo della sua esperienza sa bene che certe cose si dicono dentro Trigoria, non fuori. Ma fermarsi a questo è troppo comodo, perché il punto non è come lo ha detto, il punto è cosa ha detto e quello che ha detto è semplice: questa Roma, per quello che ha speso e per chi la guida, doveva fare di più. Stipendio da top, rendimento da metà classifica Gasperini è arrivato a Roma con l’etichetta...