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Roma, Greenwood resta il grande obiettivo: la settimana decisiva del mercato giallorosso

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Il nome che continua a tenere banco in casa Roma è quello di Mason Greenwood. Nonostante le tante indiscrezioni che si rincorrono ogni giorno, la situazione appare più chiara di quanto sembri. Al momento le società realmente interessate al giocatore sono tre: Roma, Fenerbahçe e Atletico Madrid. I turchi, però, non avrebbero ancora fornito le necessarie garanzie bancarie richieste dall'operazione. Gli spagnoli, invece, prima di affondare il colpo dovrebbero liberare spazio in rosa attraverso la cessione di Sorloth. La Roma, contrariamente a quanto circolato nelle ultime ore, non ha presentato alcuna nuova offerta dopo quella respinta dal Marsiglia circa quindici giorni fa. A Trigoria, tuttavia, il lavoro non si è mai fermato. Il club giallorosso ha già definito l'intesa con il calciatore per l'ingaggio. Greenwood ha manifestato la propria disponibilità a trasferirsi nella Capitale e avrebbe già avuto un confronto diretto con Gian Piero Gasperini, segnale evidente...

Roma, l'attesa più lunga: il tempo delle scelte è quasi finito

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Mancano appena dieci giorni all'inizio del ritiro e, a Trigoria, il tempo delle riflessioni sta lasciando spazio a quello delle decisioni. L'attesa dei tifosi è ormai febbrile, perché questa non è un'estate come le altre: all'orizzonte c'è la stagione del centenario, il ritorno in Champions League e la concreta possibilità di aprire un nuovo ciclo. I Friedkin, finora, hanno dimostrato di voler seguire una linea precisa. Hanno affidato piena fiducia a Gian Piero Gasperini, assecondandone le richieste sul piano organizzativo: dopo la rivoluzione che ha coinvolto la dirigenza, con l'arrivo di D'Amico, e il profondo rinnovamento dello staff medico e dell'area tecnica, il nuovo allenatore ha trovato a Trigoria praticamente tutti gli uomini che aveva indicato per costruire il suo progetto. È il mercato, però, a tenere con il fiato sospeso il popolo giallorosso. I rinforzi richiesti dal tecnico non sono ancora arrivati. Allo stesso tempo, però, non ...

Roma, il Settlement Agreement non è una condanna: basta con il terrorismo mediatico

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Ogni estate è sempre la stessa storia. Appena arriva il momento di chiudere il bilancio del 30 giugno, parte il solito coro: "La Roma deve vendere un big", "La Roma è con l'acqua alla gola", "Mercato bloccato". Titoli che fanno rumore, generano clic e alimentano il pessimismo. Ma la realtà, come spesso accade, è molto più complessa. C'è un equivoco che molti, volutamente o meno, continuano ad alimentare: il Settlement Agreement e il Fair Play Finanziario non sono la stessa cosa. Il Fair Play Finanziario è l'insieme delle regole che tutti i club europei devono rispettare. Il Settlement Agreement, invece, è un accordo specifico che la Roma ha sottoscritto con la UEFA per rientrare gradualmente da una situazione economica ereditata negli anni passati. Questo significa che ogni stagione il club deve raggiungere determinati obiettivi. Ma non significa affatto che sia obbligato a sacrificare ogni volta i suoi migliori giocatori. Anzi, il ...

Roma e mercato: perché non basta avere un presidente ricco per comprare chiunque

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Ogni estate la storia si ripete. Esce il nome di un grande giocatore accostato alla Roma, i tifosi si dividono immediatamente in due squadre: da una parte gli entusiasti che già immaginano il nuovo campione sotto la Curva Sud, dall'altra i catastrofisti che gridano al fallimento imminente e sostengono che la Roma non possa permettersi nemmeno un pallone nuovo. Come spesso accade, la verità sta nel mezzo. Partiamo da un punto fondamentale: i Friedkin non sono poveri. Anzi. Da quando sono arrivati hanno immesso centinaia di milioni di euro per tenere in piedi la società, coprire debiti e rendere la Roma più stabile di quanto fosse negli anni precedenti. Il problema non è quanto denaro abbiano i proprietari. Il problema è che nel calcio moderno non basta avere soldi in banca. Bisogna rispettare regole sempre più rigide imposte dalla UEFA. Immaginiamo una famiglia che guadagna 2.000 euro al mese. Anche se il padre possiede una fortuna personale, la banca guarda quanto entra...

Roma, tra catastrofisti e realtà: la verità arriva sempre alla fine

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C'è una categoria che nel mondo del calcio non conosce crisi: i professionisti del disastro. Per settimane ci hanno raccontato che la Roma era sull'orlo del baratro. Giornali, siti specializzati, opinionisti, speaker radiofonici e naturalmente i leoni da tastiera hanno dipinto uno scenario apocalittico. Secondo loro la società era costretta a svendere i propri gioielli, sacrificare i migliori calciatori e sostituirli con improbabili occasioni di mercato, spesso sopravvalutate e presentate come affari imperdibili. Ogni giorno usciva una nuova trattativa. Ogni giorno un titolare era dato in partenza. Ogni giorno la Roma sembrava destinata a ridimensionarsi. Peccato che la realtà, come spesso accade, abbia il brutto vizio di arrivare puntuale all'appuntamento. È arrivato il comunicato UEFA e immediatamente qualcuno ha parlato di "stangata" da 6 milioni di euro. Titoloni, allarmismi e previsioni nefaste. Quello che però molti hanno dimenticato di raccontar...

La Pastasciutta dei Pastori. L'antenata dimenticata della Gricia, della Cacio e Pepe e dell'Amatriciana

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Quando si parla delle grandi paste del Lazio, i riflettori si accendono subito sulla Gricia, sulla Cacio e Pepe e sull'Amatriciana. Piatti straordinari, diventati simboli della cucina romana nel mondo. Eppure, come accade per tutte le grandi storie, anche queste hanno avuto un'antenata. Una madre umile e silenziosa, nata non nelle osterie della città ma lungo i tratturi polverosi percorsi dai pastori in transumanza. Era una pasta semplice, povera e geniale. Le donne la preparavano all'alba nelle case di campagna dell'Agro Romano, dei Monti Lepini e del basso Lazio. Farina, uova e mani esperte. Nient'altro. Tiravano una sfoglia sottile e ne ricavavano fettuccine o tagliolini che venivano lessati nelle grandi caldaie di rame. Una volta cotti, però, non venivano serviti fumanti come siamo abituati a fare oggi. Venivano scolati, lasciati raffreddare e conditi con abbondante pecorino stagionato e pepe nero macinato grossolanamente. Poi arrivava il gesto che o...

La Supercazzola delle Plusvalenze

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Fino a qualche settimana fa sembrava che a Trigoria fosse arrivato l'ufficiale giudiziario. Secondo una certa stampa, la Roma avrebbe dovuto vendere mezza squadra per rispettare i famigerati paletti UEFA: Svilar, Ndicka, Koné, Soulé, Pisilli, Angelino, forse pure il magazziniere e il gatto di Trigoria. Ogni giorno un nome nuovo, ogni giorno un allarme diverso. Sembrava la svendita di fine stagione di un grande magazzino. Poi, all'improvviso, la musica cambia. Adesso scopriamo che forse basta una sola cessione importante tra Evan Ndicka e Manu Koné.  E qualcuno  fantastica su Koné all'Inter, magari in cambio di qualche giocatore che dalle parti di Roma non farebbe esattamente impazzire i tifosi giallorossi. Le stesse penne che fino a ieri dipingevano scenari apocalittici oggi scoprono che la situazione è meno drammatica del previsto. La verità è che noi tifosi romanisti queste cose le avevamo già capite. Da semplice ristoratore e tifoso, l'ho scritto più volt...