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Visualizzazione dei post da marzo, 2026

L'attacco della Roma: un enigma tra assenze e rimpianti

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L’attacco della Roma: un enigma tra assenze e rimpianti La stagione offensiva della Roma è stata fin qui un rebus irrisolto. Numeri altalenanti, prestazioni spesso sotto le aspettative e, soprattutto, una sensazione costante: questa squadra non è mai riuscita a esprimere davvero il proprio potenziale lì davanti. Più che un problema singolo, si è trattato di una concatenazione di fattori che hanno finito per inceppare il meccanismo. L’emergenza centravanti La Roma ha iniziato la stagione senza un vero punto di riferimento offensivo. L’assenza di un centravanti strutturato ha inciso profondamente sulla manovra: tanto possesso, ma poca incisività negli ultimi metri. Per lunghi tratti, la squadra ha faticato a trasformare la costruzione in occasioni concrete, risultando prevedibile e poco pericolosa. Il paradosso Malen L’arrivo di Donyell Malen sembrava aver colmato una lacuna evidente: velocità, profondità e attacco dello spazio. Tuttavia, proprio nel momento in cui l’olandes...

Un colpo di testa per restare in corsa.

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Roma, un colpo di testa e un piatto ritrovato: Lecce battuto, la corsa continua Ci sono partite che non devi cucinare con fantasia, ma portare a tavola calde, semplici e sostanziose. Roma-Lecce è stata così: niente fronzoli, niente impiattamenti da chef stellato. Serviva un piatto concreto, di quelli che riempiono lo stomaco e ridanno fiducia. E la Roma, stavolta, non ha sbagliato ricetta. All’Olimpico si respirava un’aria pesante, di quelle che sanno di attesa e di giudizio. Dopo i giorni amari d’Europa, la squadra di Gasperini era chiamata a rispondere. Non con le parole, ma con i fatti. E i fatti sono arrivati, anche se con il contagocce. Il primo tempo è stato il solito brodo allungato: possesso palla, qualche buona intenzione, ma poca sostanza sotto porta. La Roma gira, mescola, ma non affonda. Il gol annullato a Pisilli è la fotografia perfetta: ci sei, ma non abbastanza. Come una carbonara senza guanciale… sembra lei, ma non lo è. Poi, come succede nelle cucine vere,...

Roma tra rimpianti e realtà. L'Europa sfuma, ma la corsa continua

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Roma, tra rimpianti e realtà: l’Europa sfuma, ma la corsa continua Certe partite lasciano un sapore amaro, come un piatto riuscito a metà: profumo invitante, ingredienti giusti… ma alla fine qualcosa va storto sul più bello. È così che Gian Piero Gasperini ha raccontato la notte europea della AS Roma, uscita dall’Europa League dopo un pirotecnico 3-4 contro il Bologna FC 1909. Una partita che, a sentire il tecnico, la Roma aveva anche nelle mani. E qui sta il punto: non è stata una sconfitta per inferiorità, ma per quei dettagli che nel calcio – come in cucina – fanno tutta la differenza tra un capolavoro e un’occasione sprecata. Gasperini non si nasconde, non cerca alibi. Parla di errori, di episodi, di una gara “buttata via” quando sembrava incanalata verso i rigori. E quel gol di Nicolò Cambiaghi, arrivato come una coltellata a freddo, ha spento sogni e speranze proprio sul più bello. Ma sotto la superficie della partita c’è un problema più profondo, che il tecnico evide...

Il peso delle maglie 100 anni di lotte

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 “ Il peso delle maglie e il silenzio che non basta più ” C’è un momento in cui la pazienza smette di essere una virtù e diventa complicità. E quel momento, per molti romanisti, è arrivato da un pezzo. A chi oggi si lamenta delle angherie arbitrali subite dalla Roma, viene quasi da rispondere con amarezza: benvenuti. Non è una novità, non è un episodio isolato, non è una coincidenza. È una costante. La società ha provato a farsi sentire. Il ricorso per il caso Wesley è stato presentato. Risultato? Rigettato. Come spesso accade. Come quasi sempre accade. E allora viene spontaneo chiedersi: a cosa serve alzare la voce, se tanto nessuno ascolta? Eppure, nella storia della Roma, le voci autorevoli non sono mai mancate. C’è stata la signorilità di Dino Viola , che parlava poco ma quando lo faceva lasciava il segno. C’è stata la passione, a tratti incendiaria, di Franco Sensi, che non ha mai avuto paura di esporsi. C’è stata la lucidità e la competenza di Franco Baldini, un...

Roma tra isteria e realtà.

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Perfetto Maurì, allora andiamo più giornalistico, diretto, romano quanto basta, senza esagerà con la cucina. Così è più “Calcio & Cucina” lato calcio. --- Roma, tra isteria e realtà: un confine che molti fingono di non vedere A Roma basta poco. Un pareggio, una partita storta, un episodio girato male… e subito riparte il solito copione: “Arivamo settimi!” “Squadra de pippe!” “Gasperini vattene!” “Massara vattene!” “Friedkin vattene!” Qualcuno, per non far torto a nessuno, riesce pure a dire “Ranieri vattene”. È lo sfogo, certo. Fa parte del gioco. Ma c’è una linea sottile tra la passione e l’isteria collettiva. E troppo spesso quella linea viene superata. I numeri non sono un’opinione Se togliamo per un attimo la pancia e usiamo la testa, il quadro è molto diverso da quello raccontato: La Roma per gran parte della stagione è stata tra le prime quattro Oggi è sesta, a soli 3 punti dalla Champions È ancora in corsa in Europa, con un ottavo apertissimo Questi non sono giud...

Oltre il pessimismo: restare uniti per difendere la nostra Roma

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Ci sono sconfitte che fanno male. E poi ce ne sono altre che bruciano dentro, come un piatto che sai di aver cucinato bene ma che qualcuno decide di buttare via prima ancora di assaggiarlo. La partita di Genova appartiene alla seconda categoria. Non tanto per il risultato in sé — perché chi mastica calcio sa bene che una stagione non si giudica da una domenica storta o da cinque punti in quattro giornate — ma per quella sensazione fastidiosa che accompagna la Roma da sempre: la sensazione che, per noi, il margine d’errore sia sempre pari a zero. Eppure questa squadra, e soprattutto questo Mister, hanno ancora troppo inchiostro nei calzettoni per smettere di scrivere la loro storia. Il campionato non è finito. La stagione non è chiusa. E ci sono ancora molte pagine bianche da riempire. L’ombra del VAR e il peso dell’ingiustizia A Genova c’è stato un momento preciso in cui la partita poteva cambiare volto. Sull’1-1. Un rigore netto, evidente, che persino Open VAR ha poi confe...

Genoa - Roma 2 - 1. De Rossi cucina Gasperini

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​De Rossi cucina Gasperini a Marassi: serata amara per i giallorossi ​Ci sono sconfitte che fanno male alla classifica. E poi ci sono quelle che pungono direttamente nel cuore. La fotografia della serata di Marassi è tutta lì: Daniele De Rossi che esulta, pugno chiuso verso la tribuna del Ferraris. Non è un’esultanza arrogante, ma la gioia di chi ha appena battuto la squadra che gli scorre nel sangue. ​La sua Roma. E forse proprio per questo fa ancora più male. ​Il paradosso: Battere il Gasp col "Gasperinismo" ​Sulla carta doveva essere la partita delle emozioni, in campo è stata una partita chirurgica. Il paradosso è totale: De Rossi ha battuto Gasperini usando il calcio di Gasperini. ​Stesso sistema: 3-4-2-1. ​Marcature a uomo a tutto campo. ​Pressione feroce e verticalità immediata. ​Il Genoa ha trasformato il campo in una gabbia. La Roma, senza i guizzi di Dybala e Soulé, è apparsa sfilacciata e prevedibile. Malen ha toccato appena 9 palloni: un dato che fotog...

Via Forlì 16 Quando nacque la Roma

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Via Forlì 16: quando nacque la Roma e Roma decise di avere finalmente una squadra Il 7 giugno 1927, in una palazzina di via Forlì 16, nel quartiere Nomentano, nacque ufficialmente l’Associazione Sportiva Roma. Non fu la nascita romantica di una squadretta di amici. Fu una decisione precisa, quasi storica: dare alla Capitale d’Italia una squadra degna della sua storia. Negli anni Venti il calcio italiano era dominato dalle società del Nord: Juventus, Inter, Genoa, Bologna. Roma, pur essendo la capitale del Paese, non aveva una squadra capace di competere stabilmente ad alti livelli. Il calcio romano esisteva, ma era frammentato in tante società: piccole, orgogliose, ma divise. Le principali erano: - Alba-Audace - Fortitudo-Pro Roma - Roman Football Club A guidare l’idea di unirle fu Italo Foschi, dirigente sportivo romano che capì una cosa molto semplice: Roma doveva avere una sola grande squadra, capace di rappresentare la città intera. Nel 1926 il calcio italiano venne rio...

Il ritorno del Gasp a Marassi: Cuore, Memoria e la Sfida Genoa-Roma

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​ ​Ci sono partite che valgono tre punti. E poi ci sono quelle che profumano di memoria, come un ragù che bolle piano da ore, riempiendo la casa di un’attesa quasi sacrale. ​Domenica, allo stadio Luigi Ferraris, non andrà in scena soltanto un turno di campionato. Sarà un incontro di destini, un incrocio di storie scritte col gesso sulle lavagne tattiche e col sudore sulle maglie. Per Gian Piero Gasperini, tornare a Genova non è una semplice trasferta: è come rientrare nella cucina dove hai imparato a maneggiare i coltelli e a conoscere le spezie. ​Questa volta ci torna guidando la AS Roma, ma dall’altra parte c’è il suo passato, quel Genoa CFC che lo ha reso grande. Una partita che promette emozioni forti, come una gricia fatta come Dio comanda: pochi ingredienti, ma se ne sbagli uno, rovini tutto. ​Il decennio che cambiò il Grifone ​Quando Gasperini arrivò a Genova nel 2006, il club era come una trattoria storica appena riaperta: tanta tradizione, mura gloriose, ma ancora ...