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Visualizzazione dei post da aprile, 2026

L’Evoluzione del Gusto: La Vera Storia di Gricia e Amatriciana

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​La storia della gricia e dell’amatriciana non è il frutto di un’invenzione isolata o di un lampo di genio culinario, ma rappresenta l’esito di un processo storico lungo, stratificato e profondamente radicato nella vita reale dell’Italia centrale. Per comprendere come questi piatti siano diventati simboli della gastronomia italiana, è necessario analizzare il legame indissolubile tra la cultura pastorale appenninica e l’evoluzione urbana di Roma. ​Le radici pastorali e la transumanza ​Il punto di partenza è l’area appenninica tra Lazio e Abruzzo, in particolare il territorio di Amatrice. Per secoli, in queste zone si è sviluppata una cucina funzionale alle necessità dei pastori durante la transumanza. Guanciale, pecorino e pasta secca non erano scelti per motivi estetici, ma per ragioni pratiche: erano ingredienti resistenti, facili da trasportare e altamente nutrienti. ​Questa cucina non era confinata esclusivamente alle montagne. L’Agro Romano, fino a buona parte del Nove...

QUANDO IL CALCIO PERDE L'ANIMA

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C’è un momento, nella vita di chi ama davvero qualcosa, in cui smette di riconoscerla. Non perché sia cambiata poco, ma perché è diventata altro e oggi, guardando il calcio, mi viene da dirlo senza girarci troppo intorno: questo non è più il mio calcio. Mi sorprendo a pensarlo mentre scrivo, quasi con un senso di colpa, perché il calcio, per me, non è mai stato solo uno sport, era un rito, era un linguaggio comune, era un pezzo di vita e invece oggi mi ritrovo a chiedermi se abbia ancora senso continuare a parlarne, a scriverne, a difenderlo. Mi passa davanti agli occhi un film che non tornerà più. Il panino con la frittata mangiato prima della partita, le voci di curva che erano ironia, sfottò, appartenenza, mai odio. Gente vera, personaggi veri, uomini prima ancora che calciatori. Penso a Orazio Pennacchioni, simbolo di un tifo genuino, senza filtri. Penso a Romeo Benetti che arrivava agli allenamenti con una Renault 5, come uno di noi. Penso a Agostino Di Bartolomei, il ...

Gasperini vs Ranieri: alla Roma gli alibi sono finiti

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Nel calcio, come in un’osteria vera, il conto arriva sempre, puoi raccontarla come vuoi, puoi spiegare gli ingredienti mancanti, puoi parlare di giornate storte… ma alla fine resta il piatto e quello della Roma, quest’anno, è rimasto a metà. La diatriba tra Gian Piero Gasperini, oggi allenatore della Roma, e Claudio Ranieri, nel ruolo di Senior Advisor, nasce proprio da qui: da una visione diversa della realtà e soprattutto, da una verità che fa rumore. Ranieri ha sbagliato, ma non aveva tutti i torti Partiamo da un punto chiaro: Ranieri ha sbagliato, nei tempi, probabilmente nei modi, un uomo della sua esperienza sa bene che certe cose si dicono dentro Trigoria, non fuori. Ma fermarsi a questo è troppo comodo, perché il punto non è come lo ha detto, il punto è cosa ha detto e quello che ha detto è semplice: questa Roma, per quello che ha speso e per chi la guida, doveva fare di più. Stipendio da top, rendimento da metà classifica Gasperini è arrivato a Roma con l’etichetta...

Altro che rosa scarsa, la corsa Champions persa dalla panchina

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ROSA AS ROMA PORTIERI Svilar Golini Zelezney  DIFENSORI Rensch Nazionale under 21 Olanda  Wesley Nazionale brasiliana Hermoso Angeliño  Tsimikas  Celik Nazionale Turchia  Ziolkowski Nazionale Polonia  Mancini Nazionale italiana  Ndicka nazionale Costa d'Avorio  Ghilardi Nazionale italiana under 21 CENTROCAMPISTI Cristante Nazionale italiana  Pellegrini  El Aynaoui Nazionale Marocco  Pisilli Nazionale italiana  Konè Nazionale francese  ATTACCANTI   Zaragoza  Venturino Nazionale under 21 italiana  Robino Vaz Nazionale under 20 francese Malen Nazionale Olanda  Ferguson Nazionale Irlanda  Dovbyk Nazionale Ucraina Matia Soulé  Dybala  El Shaarawy  Altro che rosa scarsa. Qui stamo a raccontà una favoletta per coprì un’altra verità: la AS Roma questa partita l’ha persa dalla panchina, non certo dai piedi de chi stava in campo. Perché se guardi bene i nomi, questa non è una squad...

Scusate la memoria buona

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Il mio corsivo.  C’è una memoria corta, cortissima, che a Roma sembra tornare di moda ogni volta che il vento cambia direzione. E allora vale la pena rimettere i fatti in fila, senza urla ma con la chiarezza di chi ama davvero questi colori. Daniele De Rossi arriva alla 29ª giornata con una squadra ferma a 20 punti, una Roma che sembrava aver smarrito identità e dignità. Chiede rinforzi mirati, non figurine: Angeliño e Tommaso Baldanzi e scopre Pisilli. La società lo segue. E da lì cambia tutto. Alla 33ª giornata la Roma vola a 58 punti, gli stessi di oggi, ma con qualcosa in più: un’anima ritrovata e una corsa europea che entra nella storia recente. Porta la squadra fino alla semifinale di Champions League, passando anche da una notte da uomini veri a San Siro, vincendo in dieci contro il Milan. Non è solo calcio, è carattere. Chiude il campionato al sesto posto, ma soprattutto lascia una direzione chiara. Chiede ancora una volta giocatori funzionali, gente da Roma: Ma...

La Parmigiana, il falso d'autore più buono d'Italia.

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La Parmigiana: il “falso d’autore” più buono d'Italia. Se pensate che la Parmigiana di melanzane debba il suo nome a Parma o al celebre formaggio emiliano, preparatevi a cambiare prospettiva. La storia di questo piatto è un viaggio affascinante tra corti nobiliari, cucine popolari e tradizioni del Sud Italia. Più che una semplice ricetta, la parmigiana è un racconto costruito a strati. All’inizio non erano melanzane Il primo antenato documentato della parmigiana non prevede le melanzane. Per trovarlo dobbiamo tornare al 1773 e al libro Il Cuoco Galante di Vincenzo Corrado. In questa prima versione, le protagoniste sono le zucchine: fritte nello strutto, condite con parmigiano e burro, poi disposte a strati e passate in forno. È importante sottolinearlo: “alla parmigiana” non indicava ancora un piatto preciso, ma un metodo di preparazione, basato sulla disposizione ordinata degli ingredienti. La melanzana: da sospetto a protagonista Per vedere la melanzana entrare nella ...

Claudio Ranieri: L’Ingrediente Nobile e l’Identità Smarrita della Roma

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C’è chi lo chiama “Sir Claudio”, chi l’eterno “Normal One”, ma per la storia del calcio Claudio Ranieri è, prima di tutto, il Genio dell’Impossibile. È l’uomo capace di prendere un club destinato alla lotta per non retrocedere e trasformarlo nel piatto più prelibato d’Europa, portando il Leicester City sul tetto della Premier League nel 2016. Una storia che sembrava una favola raccontata a bassa voce, e che invece è diventata realtà scolpita nel mito. Ma Ranieri è, sopra ogni cosa, un figlio di Roma. Cresciuto nella Primavera giallorossa, ha mantenuto con quei colori un legame viscerale, che va oltre il campo. Non è solo un allenatore: è l’uomo delle emergenze, il custode della tradizione, quello che entra in cucina quando la ricetta rischia di bruciarsi. Il “Contratto in Bianco” e l’Atto d’Amore La cronaca recente parla chiaro. Nel marzo 2019, con la Roma in piena crisi dopo l’esonero di Di Francesco, Ranieri tornò a casa per un puro atto di devozione. Francesco Totti, all...

Roma mia, così non basta: o si sogna in grande o è solo attesa

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La delusione è profonda, la rabbia difficile da contenere, lo sconforto palpabile. Ma proprio nei momenti peggiori è troppo facile lasciarsi andare alla pancia: contestare, insultare, buttare tutto all’aria. È il riflesso più immediato, ma non necessariamente il più utile. Io scelgo, ancora una volta, di andare controcorrente. Con lucidità. A settembre, immaginavo una AS Roma arrivare ad aprile in questa posizione di classifica. Ma con un percorso diverso: una partenza complicata, una crescita progressiva e una primavera da protagonisti, con la squadra lanciata verso la corsa al quarto posto. Quello che pesa davvero, però, non è solo la classifica. È l’esclusione dalle coppe. Soprattutto da quella europea, che negli ultimi anni era diventata terreno naturale per la Roma. La Coppa Italia, invece, continua a essere una sorta di maledizione ciclica, una competizione che sfugge sempre nel momento decisivo. Le parole di Gian Piero Gasperini meritano attenzione: la squadra, seco...