Altro che rosa scarsa, la corsa Champions persa dalla panchina
ROSA AS ROMA
PORTIERI
Svilar Golini Zelezney
DIFENSORI
Rensch Nazionale under 21 Olanda
Wesley Nazionale brasiliana
Hermoso
Angeliño
Tsimikas
Celik Nazionale Turchia
Ziolkowski Nazionale Polonia
Mancini Nazionale italiana
Ndicka nazionale Costa d'Avorio
Ghilardi Nazionale italiana under 21
CENTROCAMPISTI
Cristante Nazionale italiana
Pellegrini
El Aynaoui Nazionale Marocco
Pisilli Nazionale italiana
Konè Nazionale francese
ATTACCANTI
Zaragoza
Venturino Nazionale under 21 italiana
Robino Vaz Nazionale under 20 francese
Malen Nazionale Olanda
Ferguson Nazionale Irlanda
Dovbyk Nazionale Ucraina
Matia Soulé
Dybala
El Shaarawy
Altro che rosa scarsa. Qui stamo a raccontà una favoletta per coprì un’altra verità: la AS Roma questa partita l’ha persa dalla panchina, non certo dai piedi de chi stava in campo.
Perché se guardi bene i nomi, questa non è una squadra de ragazzini buttati lì a caso. In porta c’hai Mile Svilar che ormai è una certezza, dietro gente come Gianluca Mancini e Evan Ndicka che in Serie A ce stanno eccome. Sulle fasce uno come Wesley non lo scopri oggi. A centrocampo Bryan Cristante, Lorenzo Pellegrini e Manu Koné non so’ figuranti. E davanti, tra Malen Paulo Dybala, Artem Dovbyk, Stephan El Shaarawy e Matías Soulé, c’hai qualità, fantasia e pure i gol.
Ora direte, ma molti di questi infortunati, anche chi sta davanti a noi ha avuto gravi infortuni, vedi Napoli...
E la colpa degli infortuni è della società?
Allora basta co’ ‘sta storia della rosa scarsa. Questa è una rosa imperfetta, sì. Ma competitiva. E soprattutto, una rosa che stava 3-1 contro la Juventus, tre a uno. Non contro l’ultima in classifica… contro la Juve.
E qui casca l’asino.
Perché una partita così, quando la stai dominando, la devi portà a casa. Punto. Non esistono alibi. Non esiste “eh ma la rosa”. No. Esiste la gestione. Esistono i cambi. Esiste la capacità de legge la partita quando gira.
E diciamolo chiaro, senza giracce intorno: una partita così Claudio Ranieri o Daniele De Rossi non la buttavano via. Perché? Perché conoscono Roma, conoscono la pressione, ma soprattutto sanno quando è il momento de chiude la porta e buttà via la chiave.
Qui invece hai dato ossigeno a una squadra che stava sotto, l’hai rimessa in partita e poi te sei fatto mangià. E quando succede questo, non è questione de moduli o de schemi: è questione de testa. E quella la guida l’allenatore.
La verità è semplice, pure se fa male: la Roma non ha perso il treno Champions perché è scarsa. L’ha perso perché in certe partite decisive ha smesso de fa’ la Roma.
E a Trigoria, invece de guardà la lista dei giocatori, dovrebbero riguardasse quella partita. Minuto per minuto. Perché lì dentro c’è la risposta.
E pure la colpa.
Forza Roma sempre e comunque 🧡 ❤️
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