Con la corda al collo
Io questo lavoro lo amo.
Non l’ho scelto per i soldi.
Non l’ho scelto per stare comodo.
L’ho scelto perché mi faceva sentire vivo.
Perché mi piaceva aprire la porta la mattina, sentire l’odore del caffè, guardare la sala vuota che tra poco si sarebbe riempita di voci, risate, vita.
Perché mi piaceva stancarmi. Ma una stanchezza bella. Quella che ti fa dire: “Oggi ho fatto qualcosa di buono.”
Oggi invece apro la saracinesca… e sento solo il peso.
Un peso sul petto.
Un peso sulla schiena.
Un peso nella testa.
È come lavorare con una corda al collo.
Non ti strangola subito.
Ti lascia respirare quel tanto che basta per continuare a lavorare.
E intanto stringe.
Ami quello che fai.
Ma vivi con la paura addosso.
Paura di sbagliare una carta.
Paura di una multa.
Paura di una lettera.
Paura di un controllo.
Paura che qualcosa ti sfugga e ti rovini.
Sempre più doveri.
Sempre meno diritti.
Sempre più moduli.
Sempre meno tutele.
Sempre più richieste.
Sempre meno ascolto.
Ti chiedono tutto.
Tempo.
Soldi.
Energie.
Disponibilità.
Sacrifici.
Ma quando cadi… sei solo.
Se ti ammali, non puoi fermarti.
Se sei stanco, non importa.
Se non ce la fai più, peggio per te.
E intanto continui ad amare questo lavoro come si ama una persona che ti fa male.
Ti fa soffrire, ma non riesci a lasciarla.
Perché qui c’è la tua vita.
C’è la tua storia.
C’è il tuo nome sull’insegna.
C’è la tua faccia davanti ai clienti.
E allora stringi i denti.
Sorridi.
Accogli.
Servi.
Ringrazi.
E dentro ti consumi.
Non sei un ladro.
Non sei un furbo.
Non sei uno che vuole fregare il sistema.
Sei uno che vuole solo lavorare in pace.
Sapere che se si impegna, se fa bene, se rispetta le regole… verrà rispettato anche lui.
Ma non succede.
Succede che lavori per pagare.
Paghi per poter lavorare.
E lavori ancora per pagare di nuovo.
Un giro che non finisce mai.
E la cosa più amara è che non stai chiedendo di essere ricco.
Stai chiedendo di respirare.
Di non vivere con l’ansia.
Di non avere sempre paura del domani.
Di non sentirti in colpa solo perché esisti.
Questo lavoro lo amo.
Ma non così.
Non con la corda al collo.
Non con la paura come compagna.
Non con lo Stato come nemico.
Così non è più vita.
È resistenza.
E nessuno dovrebbe essere costretto a resistere dentro ciò che ama.
✍️Maurizio Brugiatelli
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