Roma tra isteria e realtà.

Perfetto Maurì, allora andiamo più giornalistico, diretto, romano quanto basta, senza esagerà con la cucina. Così è più “Calcio & Cucina” lato calcio.


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Roma, tra isteria e realtà: un confine che molti fingono di non vedere

A Roma basta poco.

Un pareggio, una partita storta, un episodio girato male… e subito riparte il solito copione:
“Arivamo settimi!”
“Squadra de pippe!”
“Gasperini vattene!”
“Massara vattene!”
“Friedkin vattene!”

Qualcuno, per non far torto a nessuno, riesce pure a dire “Ranieri vattene”.

È lo sfogo, certo. Fa parte del gioco.
Ma c’è una linea sottile tra la passione e l’isteria collettiva. E troppo spesso quella linea viene superata.

I numeri non sono un’opinione

Se togliamo per un attimo la pancia e usiamo la testa, il quadro è molto diverso da quello raccontato:
La Roma per gran parte della stagione è stata tra le prime quattro
Oggi è sesta, a soli 3 punti dalla Champions
È ancora in corsa in Europa, con un ottavo apertissimo


Questi non sono giudizi.
Sono dati.

E i dati raccontano una squadra viva, non una squadra allo sbando.
Gli assenti contano, sempre
C’è poi un aspetto che viene sistematicamente ignorato: la situazione fisica.
La Roma ha dovuto fare a meno, nello stesso momento, di giocatori fondamentali come:
Dovbyk
Ferguson
Angeliño
Soulé
Dybala

E ha appena ritrovato, dopo oltre un mese:

Hermoso
El Shaarawy

Nel frattempo, chi ha tirato la carretta — come Mancini e Koné — sta pagando inevitabilmente qualcosa.

Sono giustificazioni?

No. Sono condizioni oggettive.
Chi analizza il calcio seriamente non può far finta che non esistano.

Il contesto che non si vuole vedere

A tutto questo si aggiungono episodi arbitrali discutibili che, senza gridare al complotto, hanno comunque inciso in momenti chiave.
Ma anche qui, parlarne sembra quasi un tabù.
Perché è più semplice ridurre tutto a: “fa tutto schifo”.

Il rumore degli “esperti”

Nei momenti difficili, poi, spuntano come sempre gli esperti:
allenatori improvvisati
direttori sportivi da tastiera
analisti finanziari dei Friedkin

Un coro continuo, alimentato da radio e social, dove il giudizio diventa spettacolo e la misura scompare.

Perché la verità è che la critica equilibrata fa meno rumore.
Amarla anche quando non vince.
Io lo so che qualcuno dirà: “Ecco il romanistone”.

E va bene così.

Perché io questa squadra la sostengo anche nei momenti complicati.
Non perché “va tutto bene”, ma perché so distinguere tra difficoltà e disastro.
E oggi la Roma è dentro una difficoltà, non dentro un fallimento.

Serve lucidità, non isteria

La stagione è ancora lunga.
La classifica è corta.
Gli obiettivi sono tutti lì.
Quello che serve adesso non è distruggere tutto, ma avere lucidità.
Capire il momento.
Sostenere senza smettere di analizzare.
Perché essere romanisti non significa chiudere gli occhi.
Significa guardare bene… senza perdere l’amore.

Forza Roma, sempre e comunque. 🟡🔴

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