Roma tra rimpianti e realtà. L'Europa sfuma, ma la corsa continua

Roma, tra rimpianti e realtà: l’Europa sfuma, ma la corsa continua

Certe partite lasciano un sapore amaro, come un piatto riuscito a metà: profumo invitante, ingredienti giusti… ma alla fine qualcosa va storto sul più bello. È così che Gian Piero Gasperini ha raccontato la notte europea della AS Roma, uscita dall’Europa League dopo un pirotecnico 3-4 contro il Bologna FC 1909.

Una partita che, a sentire il tecnico, la Roma aveva anche nelle mani. E qui sta il punto: non è stata una sconfitta per inferiorità, ma per quei dettagli che nel calcio – come in cucina – fanno tutta la differenza tra un capolavoro e un’occasione sprecata.

Gasperini non si nasconde, non cerca alibi. Parla di errori, di episodi, di una gara “buttata via” quando sembrava incanalata verso i rigori. E quel gol di Nicolò Cambiaghi, arrivato come una coltellata a freddo, ha spento sogni e speranze proprio sul più bello.

Ma sotto la superficie della partita c’è un problema più profondo, che il tecnico evidenzia senza giri di parole: l’attacco. Un reparto che doveva essere il cuore pulsante della sua Roma e che invece, tra infortuni, mercato incompleto e mancanza di caratteristiche precise, è rimasto spesso a metà servizio. Come una cucina senza il fuoco giusto: puoi avere buoni ingredienti, ma se manca la fiamma… il piatto non viene.

Eppure, in mezzo alla delusione, Gasperini trova anche spiragli di futuro. Le parole su Robinio Vaz sono quelle di chi intravede talento, crescita, possibilità. Segnali che qualcosa si può costruire, che la base non è da buttare ma da rifinire.

Il vero banco di prova, però, è adesso. Fuori dall’Europa, resta il campionato. E lì il discorso si fa chiaro, quasi perentorio: entrare tra le prime quattro non è più un obiettivo, è una necessità. Perché questa squadra – al netto dei limiti – ha dimostrato di poter stare lassù, di potersela giocare.

La sensazione è quella di una Roma a metà strada: non ancora completa, ma nemmeno da rifare. Una squadra che ha mostrato qualità, carattere e anche limiti evidenti nei momenti decisivi.

Adesso serve lucidità. Serve concretezza. Serve quella cattiveria sotto porta che trasforma le occasioni in gol e le partite in vittorie.

Perché nel calcio, come nella cucina romana, non basta aver preparato bene il piatto.
Alla fine conta solo una cosa: portarlo a tavola caldo… e vincente.
Forza Roma sempre e comunque 🧡 ❤️ 

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