Un colpo di testa per restare in corsa.

Roma, un colpo di testa e un piatto ritrovato: Lecce battuto, la corsa continua

Ci sono partite che non devi cucinare con fantasia, ma portare a tavola calde, semplici e sostanziose. Roma-Lecce è stata così: niente fronzoli, niente impiattamenti da chef stellato. Serviva un piatto concreto, di quelli che riempiono lo stomaco e ridanno fiducia. E la Roma, stavolta, non ha sbagliato ricetta.

All’Olimpico si respirava un’aria pesante, di quelle che sanno di attesa e di giudizio. Dopo i giorni amari d’Europa, la squadra di Gasperini era chiamata a rispondere. Non con le parole, ma con i fatti. E i fatti sono arrivati, anche se con il contagocce.

Il primo tempo è stato il solito brodo allungato: possesso palla, qualche buona intenzione, ma poca sostanza sotto porta. La Roma gira, mescola, ma non affonda. Il gol annullato a Pisilli è la fotografia perfetta: ci sei, ma non abbastanza. Come una carbonara senza guanciale… sembra lei, ma non lo è.

Poi, come succede nelle cucine vere, quando il servizio si mette male serve l’intuizione dello chef. E Gasperini pesca dalla panchina l’ingrediente giusto: Robinio Vaz. Uno di quelli che magari non stanno in vetrina, ma quando entrano fanno la differenza.

Passano pochi minuti e arriva il momento che cambia la serata: cross di Hermoso, stacco di testa deciso, palla in rete. Un colpo secco, pulito, senza discussioni. Come una cacio e pepe fatta bene: pochi ingredienti, ma perfetti. Vaz piega Falcone, e l’Olimpico torna a respirare.

Da lì in poi la Roma fa quello che le grandi squadre devono saper fare: gestire. Non spettacolare, non dominante, ma matura. Soffre quando serve, stringe i denti, chiude gli spazi. Il Lecce ci prova, resta attaccato alla partita, ma non trova mai il varco giusto.

E allora il fischio finale diventa liberazione. Tre punti pesanti, di quelli che valgono più del gioco espresso. Perché a questo punto della stagione non conta come vinci, ma vincere.

La classifica torna a sorridere: 54 punti, aggancio alla Juventus e distanza ridotta dal quarto posto. La corsa è tutt’altro che finita. Anzi, adesso comincia davvero.

La Roma non ha incantato, ma ha fatto la cosa più importante: ha risposto presente. E in un campionato dove spesso si vive di alti e bassi, ritrovare concretezza è già un segnale forte.

Mo’ la domanda è una sola: è stato solo un piatto riuscito… o l’inizio di un nuovo menù?
Forza Roma sempre e comunque 🧡 ❤️ 

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