Via Forlì 16 Quando nacque la Roma
Via Forlì 16: quando nacque la Roma e Roma decise di avere finalmente una squadra
Il 7 giugno 1927, in una palazzina di via Forlì 16, nel quartiere Nomentano, nacque ufficialmente l’Associazione Sportiva Roma.
Non fu la nascita romantica di una squadretta di amici.
Fu una decisione precisa, quasi storica: dare alla Capitale d’Italia una squadra degna della sua storia.
Negli anni Venti il calcio italiano era dominato dalle società del Nord: Juventus, Inter, Genoa, Bologna.
Roma, pur essendo la capitale del Paese, non aveva una squadra capace di competere stabilmente ad alti livelli.
Il calcio romano esisteva, ma era frammentato in tante società: piccole, orgogliose, ma divise.
Le principali erano:
- Alba-Audace
- Fortitudo-Pro Roma
- Roman Football Club
A guidare l’idea di unirle fu Italo Foschi, dirigente sportivo romano che capì una cosa molto semplice:
Roma doveva avere una sola grande squadra, capace di rappresentare la città intera.
Nel 1926 il calcio italiano venne riorganizzato con la Carta di Viareggio, che strutturò il campionato nazionale. In quel momento diventò chiaro che le piccole società romane, da sole, non avrebbero mai potuto competere con le grandi del Nord.
Foschi iniziò allora un lungo lavoro diplomatico per convincere le società romane a fondersi.
Il progetto iniziale prevedeva l’unione di quattro club:
- Alba
- Fortitudo
- Roman
- Lazio
Tre accettarono.
Una no.
Perché la Lazio rifiutò la fusione
La Lazio, fondata nel 1900 come società podistica, non era nata come club calcistico ma come associazione sportiva multidisciplinare.
Il calcio era solo una delle sue sezioni.
La dirigenza laziale rifiutò la fusione per motivi principalmente economici e di autonomia societaria: non voleva perdere il proprio nome, la propria struttura e il controllo del club all’interno della nuova società.
C’era anche un altro elemento simbolico.
La Lazio non aveva scelto colori legati alla città di Roma.
Il bianco e celeste erano stati adottati in omaggio alla Grecia, patria delle Olimpiadi.
Una scelta nobile, ma che non aveva nulla a che vedere con la storia o con i simboli della Capitale.
Così la Lazio decise di restare fuori dal progetto.
Nasce la Roma
Il progetto andò avanti comunque.
Il 7 giugno 1927, nello studio di Italo Foschi in via Forlì 16, i rappresentanti di:
- Alba-Audace
- Fortitudo-Pro Roma
- Roman Football Club
firmarono l’atto di fusione.
Nacque così l’Associazione Sportiva Roma.
Una società nuova, ma con un’idea molto antica: rappresentare Roma.
Nome, colori e simbolo: Roma doveva essere Roma
La nuova squadra non scelse un nome inglese né un acronimo.
Scelse semplicemente:
Roma.
Un nome che non aveva bisogno di spiegazioni.
I colori scelti furono quelli storici della città:
rosso porpora e giallo oro, i colori del Campidoglio.
Lo stemma riprese il simbolo più antico della città:
la Lupa Capitolina con Romolo e Remo, il mito della fondazione di Roma.
In pratica, la nuova squadra decise di portare in campo la storia della città eterna.
La prima Roma
Il primo presidente fu Italo Foschi.
Tra i primi simboli della squadra ci fu Attilio Ferraris IV, romano di Borgo Pio, uno di quei giocatori che incarnavano lo spirito popolare della nuova società.
Le prime partite si giocarono al Motovelodromo Appio.
E successe qualcosa che nessuno aveva programmato a tavolino.
La città si riconobbe immediatamente in quella squadra.
La differenza tra una società e una squadra della città
La Roma non nacque come sezione di una polisportiva.
Non nacque per rappresentare un circolo sportivo.
Nacque con un’idea precisa:
essere la squadra della città di Roma.
Con:
- il nome della città
- i colori del Campidoglio
- il simbolo della sua leggenda.
Ed è per questo che, quasi cento anni dopo quella firma in via Forlì 16, milioni di tifosi continuano a dire semplicemente:
La Roma.
Perché non è solo una squadra.
È Roma che scende in campo.
Forza Roma sempre e comunque 🧡 ❤️
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