Romanista o Laziale? Una lezione di etimologia
Romanista o Laziale? Una lezione di etimologia (per chi ancora non ha capito chi comanda a Roma)
Sui social e nei bar ci si scontra ogni giorno, ma se provassimo a guardare la faccenda da un punto di vista puramente linguistico e storico? Perché, sapete, le parole hanno un peso. E quelle che definiscono noi e "quelli là" raccontano due storie completamente diverse. Se siete tifosi della Roma, preparatevi: la storia (e l'etimo) ci dà ragione su tutta la linea.
Romanista: Lo studioso del cuore del mondo
Il termine Romanista non nasce in Curva Sud, ma tra le polverose carte del diritto. Etimologicamente, il romanista è l’esperto di Diritto Romano, colui che studia le basi della civiltà occidentale.
La radice è Roma, un nome che non ha bisogno di presentazioni.
Che derivi da Rumon (il fiume) o da Ruma (la lupa che nutre), indica comunque il centro, il nucleo, il punto esatto da cui tutto è partito. Essere romanisti significa aver scelto di rappresentare l’Urbe, portandone il nome senza aggiungere prefissi o specifiche geografiche. Noi non "apparteniamo" a un territorio; noi siamo l'identità di quella città che il mondo intero ci invidia.
Laziale: Cronaca di una "fuga" in campagna
Dall'altra parte abbiamo il termine Laziale. Deriva da Latium, e qui la mitologia si fa divertente. Gli antichi facevano risalire il nome al verbo latino latere, ovvero nascondersi. Si narra che il dio Saturno, cacciato dall'Olimpo, venne a nascondersi proprio in queste zone.
Etimologicamente, quindi, il laziale è "colui che si nasconde" o, nella migliore delle ipotesi (da latus), "colui che viene dalle zone ampie e pianeggianti". Insomma, mentre il romanista presidia il Campidoglio, il laziale, per definizione stessa della parola, è quello che sta fuori le mura, disperso nelle vaste pianure circostanti. Un forestiero di natura, potremmo dire.
Simboli e Colori: Il Giallorosso contro... il "vago"
Non è solo una questione di nomi, ma di estetica della storia:
Giallo e Rosso: Sono i colori della città, dell'Impero. Sono i colori che rappresentano l'autorità e il fuoco di Roma.
Biancoceleste: Scelti per omaggiare la Grecia e le Olimpiadi. Una scelta nobile, per carità, ma che con Roma c'entra come il parmigiano sulla pasta alle vongole.
Scegliere i colori di un'altra nazione per rappresentare la Capitale d'Italia è già, di per sé, una dichiarazione di "non appartenenza".
Conclusione: Questione di DNA
Il suffisso fa la differenza finale. Il romanista è un -ista: come l'artista, il professionista, lo specialista. Indica una dedizione assoluta, una vocazione. Il laziale finisce in -ale: come il provinciale, il banale, il settimanale. Un aggettivo che indica una posizione geografica, spesso periferica.
Quindi, la prossima volta che vi chiedono perché tifate Roma, rispondete con la storia: perché preferite essere il centro della civiltà piuttosto che un "nascosto" della pianura.
Forza Roma sempre e comunque 🧡 ❤️
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