Roma ora è il momento. Il filotto può cambiare la stagione
Roma, tra strappi e frenate: il vero campionato comincia adesso
C’è una cosa che chi segue il calcio italiano ha imparato negli anni: le squadre di Gian Piero Gasperini non sono mai lineari. Non sono un fiume tranquillo, ma una corrente che cambia ritmo, accelera, si ingrossa, poi rallenta, quasi a prendere fiato prima di un’altra piena. È successo a Bergamo più di una volta, e chi conosce quel calcio fatto di intensità, coraggio e duelli a tutto campo sa che i picchi e le cadute fanno parte del pacchetto.
Alla AS Roma sembrava, almeno all’inizio, che il copione fosse stato strappato. Partenza forte, quasi arrogante, di quelle che fanno dire “stavolta è diverso”. Ritmo alto, idee chiare, una squadra che sembrava sapere sempre cosa fare e quando farlo. Poi, come spesso accade, il calcio ha presentato il conto.
La frenata è stata brusca. Non improvvisa, ma inevitabile. E dentro quella frenata ci stanno tante cose: gli infortuni, certo, ma non solo. Perché ridurre tutto a una questione fisica sarebbe troppo semplice. È mancata continuità, si è perso qualche automatismo, e in una squadra costruita sull’intensità, basta poco per scendere di mezzo gradino. E nel calcio di oggi, mezzo gradino è un burrone.
Gli infortuni hanno fatto il resto, è vero. Hanno tolto alternative, hanno costretto a rotazioni forzate, hanno spezzato il ritmo proprio nel momento in cui serviva consolidarlo. Ma il punto non è quello che è stato. Il punto è quello che può essere adesso.
Perché ora, con una rosa che finalmente torna ad assomigliare a quella pensata a inizio stagione, si riapre un discorso. E non è un discorso banale. È il momento in cui le squadre di Gasperini, storicamente, iniziano a fare male davvero. Quando ritrovano gamba, fiducia e soprattutto continuità di uomini, diventano una macchina difficile da fermare.
E allora sì, si può parlare di filotto. Senza paura di sembrare ottimisti a prescindere. Perché il calendario, quello che sulla carta sembra sempre così chiaro, in realtà è una trappola. Lo dimostrano i risultati di giornata: partite che sembravano già scritte e che invece hanno preso un’altra piega. È il campionato italiano, dove ogni domenica può ribaltare gerarchie e certezze.
Le rivali non hanno una strada in discesa. La Juventus e il AC Milan hanno un calendario meno agevole di quanto si voglia raccontare. E quando la pressione sale, quando i punti pesano doppio, anche le partite “facili” diventano scivolose.
In questo scenario, la Roma ha un’occasione. Non solo di rimettersi in carreggiata, ma di cambiare la percezione della propria stagione. E in mezzo a tutto questo, come sempre, c’è lui: il derby.
Il derby non è una partita. È un crocevia. È il momento in cui una stagione può cambiare faccia in novanta minuti. Vincere, e magari farlo con autorità, significherebbe dare un segnale forte. A sé stessi prima ancora che agli altri. Perché certe vittorie non portano solo tre punti: portano convinzione, portano slancio, portano quella scintilla che può accendere il finale.
E allora la speranza non è solo quella di vincere. È quella di vedere una squadra che ritrova sé stessa. Che torna a correre, a pressare, a credere nelle proprie idee. Che non si accontenta di galleggiare, ma decide di affondare il colpo.
Il campionato, per la Roma, non è finito nella frenata. Potrebbe iniziare proprio adesso. E se davvero dovesse partire quel filotto che tutti aspettano, allora sì, il finale potrebbe non essere una semplice coda. Potrebbe diventare il piatto forte.
E a Roma, si sa, quando il piatto è buono… nessuno lascia niente nel piatto.
Forza Roma sempre e comunque 🧡❤️
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