Quando le Parole Pesano più dei Fischietti e la Roma, intanto, incassa in silenzio… pure troppo
C’è sempre qualcuno che, con l’aria di quello che ha capito tutto del calcio, ti dice:
“Ma che nun hai mai giocato a pallone? A pallone se dice de tutto, fa parte der gioco…”
Ah sì?
Vabbè, può pure esse’…
Però allora, se davvero “fa parte del gioco”, lasciateme aggiunge’ due regole nuove, giusto per mette’ un po’ d’ordine in ‘sto caos.
1. Se fai il furbo senza farti beccare, sei un genio. Se te leggono le labbra, fai tre giornate.
Semplice, lineare, quasi elegante nella sua ipocrisia.
Però funziona a senso unico: c’è chi può dire tutto, chi viene punito per molto meno, e chi invece resta invisibile tanto quanto il fallo che subiamo da due domeniche di fila.
2. Basta fingere santità con i segnetti rossi sul viso e i proclami.
Prima dell’ingresso in campo tutti a farsi belli “in difesa delle donne”, poi una settimana dopo parte un insulto gratuito verso una madre, e non succede niente.
Zero.
Silenzio.
Una pacchetta sulla spalla e via.
Fino a ieri i giocatori si mettevano la mano davanti alla bocca per nascondere le parole.
Da oggi non serve più: potete dire tutto, tanto non vi sanziona nessuno.
E allora la domanda sorge spontanea:
qual è il limite?
Se oggi insultiamo una madre, domani chi? I disabili?
Se la linea è stata superata, qualcuno lo dica chiaramente, perché così il campo diventa un far west verbale.
E la Roma in tutto questo?
La Roma ha giocato due partite pessime, e questo è innegabile.
Ma nel calcio esiste una cosa chiamata equità, e qui sembra che se ne siano scordati.
La settimana scorsa prendiamo gol su un fallo plateale, ma “non visto”.
Questa settimana idem: fallo evidente, stesso risultato.
E noi a incassare, sempre.
Come diceva er Sor Marchese:
“C’ho diritto d’esse ‘n po’ ‘ncazzato?”
Credo proprio de sì.
Conclusione dal sapore amarognolo
In una Roma che si sta ricostruendo, questi episodi pesano quasi quanto gli errori tecnici della squadra.
Perché se un gruppo deve crescere, ha bisogno di un campo equo, non di una bilancia che pende sempre dalla stessa parte.
E allora sì, oggi siamo arrabbiati.
Arrabbiati per il gioco, per gli episodi, per l’ipocrisia di certe regole non scritte.
Ma soprattutto perché alla Roma si chiede sempre tutto… e agli altri quasi niente.
Forza Roma, sempre e comunque 🧡 ❤️
E nun ce levate pure il diritto d’esse ‘ncazzati.
✍️Maurizio Brugiatelli
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