Cucinare la Sconfitta. Roma Napoli: errori, decisioni dubbie e un passo indietro nella crescita


La Roma esce dal confronto con il Napoli a mani vuote e con molto da rivedere. Non serve cercare giri di parole: si poteva fare di più, si doveva fare di più. L’impressione è quella di una partita alla nostra portata, ma gestita male nei momenti chiave.

Il centrocampo non ha trovato ritmo né ordine: pochi filtri, poca copertura, poca connessione tra mediana e trequarti. La squadra ha faticato a uscire pulita dal pressing, perdendo troppi palloni, lasciando all’avversario la possibilità di alzare il baricentro e imporre il gioco.

Il Napoli non ha creato un assedio, ma ha sfruttato meglio le situazioni. Noi no.
Ed è proprio nelle piccole cose  tempi, scelta di passaggio, letture senza palla che si è costruita la differenza.

L'episodio che pesa: il fallo su Koné

Poi c’è il fatto che cambia la partita.
Il contatto su Koné a inizio azione del gol è evidente, netto, pesante. L’arbitro Massa lascia correre, Aureliano al VAR non interviene, e da lì nasce l’azione che decide la gara.

Non parliamo di un dettaglio: parliamo del momento che separa lo 0-0 da una sconfitta.
E questo lascia l’amaro in bocca, perché una gara equilibrata avrebbe meritato un epilogo diverso o quantomeno più trasparente.

Il dubbio resta: a cosa serve la tecnologia se non corregge un errore così chiaro?

Un passo indietro, ma non un crollo

Questa sconfitta deve essere letta per ciò che è: un inciampo, non un crollo.
La stagione è di transizione, la squadra sta cercando una nuova identità, e gli alti e bassi fanno parte del processo. Pretendere continuità assoluta ora sarebbe irrealistico.

La cosa importante è non lasciarsi trascinare dal pessimismo.
Il gruppo ha qualità, ha margini, ha potenziale. Bisogna crescere nella gestione, nella concentrazione e nella velocità di pensiero. Sono aspetti migliorabili, ma solo lavorando con calma e lucidità.

Una settimana per resettare

Ora arriva una settimana senza partite: un’occasione preziosa.
Ricaricare energie, ritrovare brillantezza, correggere ciò che non ha funzionato.
Ripartire significa allenarsi con intensità, recuperare gambe e idee, tornare in campo più affamati e consapevoli.

La sconfitta brucia, com’è giusto che sia.
Ma può diventare un punto di svolta se trasformata in crescita, non in sfiducia.

Si torna a lavorare. Si aggiusta, si sistema, si riparte.
Perché il campionato è lungo, e questa Roma ha ancora molto da dire.
Forza Roma sempre e comunque 🧡 ❤️ 
✍️ Maurizio Brugiatelli 


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