Contro i luoghi comuni e il romanismo autolesionista.


C’è un sottofondo stonato che accompagna questa stagione giallorossa, come una pentola lasciata troppo sul fuoco: quello dei luoghi comuni.
Il più gettonato?
“Vinciamo solo con le piccole, con le grandi non ce la facciamo.”
Una frase ripetuta come fosse un mantra, spesso da chi la Roma dovrebbe difenderla… e invece la sfotte.

E allora, come ogni cuoco serio fa quando qualcuno sminuisce il suo piatto, mettiamo i dati sul tagliere e iniziamo a cucinare un po’ di verità.


La Fallacia del “Calendario Facile”

Dire che la Roma finora abbia trovato solo squadre “materasso” è come criticare la carbonara perché “tanto so’ quattro cose”: vuol dire non aver capito nulla.

La Roma ha battuto il Bologna che ormai è più “osteria stellata” che “trattoria di provincia” e ha vinto il Derby.
E in una stracittadina, perfino la squadra più stanca trova energie che manco nei quintali di cacio e pepe del Primo Maggio.

Le sconfitte con le milanesi?
Non scoppole, ma partite giocate a viso aperto, decise dagli episodi e dai rimpianti.
E poi, facciamo due conti: le big da affrontare sono quattro.
Le altre trenta chi le gioca, il mago Otelma?
Per qualcuno sembra di sì.


Il confronto con le rivali: prima di guardare nel piatto della Roma, magari diamo un’occhiata nelle cucine delle dirette concorrenti:

Inter: perde il Derby, cade in casa con l’Udinese (che la Roma si è pappata 2-0) e lascia punti pesanti tra Napoli e Juve.

Milan: ko con la Cremonese a San Siro, pareggi con Parma e Pisa.
La Roma, invece, con quelle ha fatto digestione serena.

Napoli: sconfitte con Torino, Bologna e Milan, pari col Como.

Juve: perde contro Como e Lazio (che la Roma ha battuto), pareggi contro Verona, Atalanta, Torino e Fiorentina.


Altro che “Roma favorita da calendario”:
la Serie A è un campionato dove ti bruci appena abbassi il fuoco sotto la padella.


La dignità della Serie A

C’è poi la moda del momento: dire che il nostro campionato è scarso.
Che è come sentire uno che assaggia l’amatriciana e dice:
“Eh ma al McDonald’s era più saporita.”

La Serie A è tatticamente feroce, fisica, imprevedibile.
Sì, ci sono troppi 0-0, qualche arbitro che frammenta la gara più di un mestolo rotto…
ma stiamo parlando del campionato che negli ultimi anni ha portato tre squadre in tre finali europee, più mille semifinali e quarti.

Scarso?
No: difficile.
E questo, chi lo vive settimana dopo settimana, lo sa benissimo.

Il Paradosso del “Romanistone”

Il punto più amaro, però, non è tecnico. È antropologico.
Perché spesso i più agguerriti nel demolire la Roma…
sono certi romanisti.
Nei commenti ai giornali, nelle radio, sui social:
“Campionato ridicolo”,
“Se vinci con Baldanzi, Pellegrini e Soulé allora vale poco”,
“Stamo a illudece”.

Una filosofia autolesionista che sminuisce tutto: i gol, il lavoro di Gasperini, la crescita dei ragazzi, perfino la gioia di una vittoria.
È un romanismo che si auto-sabota, che preferisce avere ragione piuttosto che festeggiare.

E allora la domanda è semplice:
ma che tifo è, se la soddisfazione più grande diventa dire “l’avevo detto”?

Cremona: una vittoria, una
sofferenza, una nota amara

Il 3-1 di Cremona è stato un piatto cucinato a fuoco lento, sofferto e poi liberatorio.
La Cremonese si è confermata squadra tostissima, coriacea, con una dignità da vera protagonista.

Stonatura? L’arbitraggio.
Ayroldi ha diretto una gara indecifrabile, come uno chef che ti serve un tiramisù salato e ti dice pure che è la ricetta originale.

E la reazione furiosa di Gasperini, dopo un’espulsione tragicomica, non è stata un capriccio:
ha semplicemente dato voce a quel “MA CHE FAI?!” che ogni romanista urlava davanti alla TV.


Conclusione: basta autolesionismo

La Roma merita rispetto. La Roma sta costruendo un percorso serio, maturo, credibile.
Ha giovani che crescono, un allenatore che lavora con metodo, una squadra che non si scioglie.
Le vittorie non sono casuali: sono cucinate bene.

Non saranno i luoghi comuni a raccontare questa stagione.
E soprattutto, non può essere il romanismo che rema contro a definirci.

Perché la Roma, questa Roma,
merita rispetto.
E la Serie A pure.

Forza Roma sempre e comunque 🧡❤️

✍️ Maurizio Brugiatelli 


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