​L'Olanda ride, Roma riflette: la "rivincita" di Salah-Eddine e la miopia del calcio italiano



​La notte di Champions League appena trascorsa ci ha regalato non solo un risultato roboante (il 6-2 del PSV Eindhoven sul Napoli), ma anche una clamorosa lezione di calcio e, per certi versi, la mia piccola rivincita personale.
​Quando scrivevo che Salah-Eddine era forte, in pochi mi credevano. Ricordo bene i "suini col microfono" (e non si offendano i nobili suini), che lo perculavano e, con lui, perculavano Ghisolfi per averlo portato a Roma. Quegli stessi personaggi che con la loro fretta e miopia giudicavano un ragazzo appena arrivato.
​Io l'avevo visto: la forza della lungimiranza
​Io l'avevo visto giocare con l'Under 21 olandese e dissi subito che era un profilo molto, molto interessante. Un esterno moderno, di gamba, tecnico e con margini di crescita enormi. Ma a Roma, lo sappiamo, a considerare pippe i calciatori siamo fenomeni. Non c'è pazienza, non c'è la capacità di aspettare, solo la voglia di distruggere prima ancora di costruire.
​Ieri sera, nel clamoroso trionfo del PSV, Salah-Eddine ha zittito tutti, mettendo in campo una prestazione da veterano: corsa, copertura impeccabile e una spinta costante che ha messo in crisi la difesa del Napoli. Ho provato una soddisfazione enorme nel vederlo finalmente esprimersi a quei livelli.
​Il trionfo di Ghisolfi e la lezione sui costi
​La sua ascesa è anche un grande attestato di merito per il lavoro di Florian Ghisolfi, un vero talent scout. Non dimentichiamo un dato fondamentale: con la metà di quanto è costato Wesley, Ghisolfi ha acquistato ben due terzini giovani e di prospettiva. Questo è l'approccio che premia: non l'acquisto name-dropping e costosissimo, ma l'investimento oculato sul talento grezzo.
​Wesley è costato tantissimo (parliamo di 25 milioni di euro più bonus), mentre Salah-Eddine è arrivato per cifre ben più contenute, dimostrando un potenziale di crescita che, se valorizzato, vale oro. Ma purtroppo, a Roma, non abbiamo avuto la pazienza o la volontà di dargli la fiducia necessaria.
​Il paradosso del riscatto e la beffa sfiorata
​Ora il paradosso è servito: Salah-Eddine è in prestito con diritto di riscatto al PSV. Se i lancieri eserciteranno l'opzione, la Roma avrà di fatto regalato (o venduto a un prezzo stracciato rispetto al potenziale) un difensore di livello internazionale. Sarà l'ennesima dimostrazione che in Italia non sappiamo valorizzare i giovani.
​Questa vicenda è la prova lampante di quanto il pregiudizio e la fretta facciano male. A me resta la soddisfazione di averci visto giusto fin dall'inizio. A chi lo criticava, spero resti la lezione. Il talento di Salah-Eddine è esploso. E la Roma, per l'ennesima volta, deve riflettere sulla sua congenita tendenza a considerare fenomeni i calciatori degli altri e pippe i propri.
Forza Roma sempre e comunque 🧡 ❤️ 
M.B.

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