Le serate amare che insegnano.
Roma, ora serve una risposta vera
Sono queste, purtroppo, le serate che un tifoso romanista riconosce a distanza.
Quelle che ti restano sullo stomaco, che fanno più male del previsto perché arrivano quando pensavi che la squadra avesse finalmente trovato la sua strada.
Quelle che non vorresti più vivere — e invece eccole, puntuali, a ricordarti che la Roma è un’emozione, nel bene e nel male.
Tutti, fino a ieri, parlavano d’altro: di sogni, di classifica, di scudetto, di ambizioni.
Ma la realtà del campo, come sempre, non mente mai.
Non eravamo da scudetto ieri, ma non possiamo nemmeno essere da buttare oggi.
La crescita di una squadra — e di un gruppo — passa anche da serate come questa, dove tutto sembra andare storto e dove l’unica cosa che resta è guardarsi allo specchio e ammettere che è mancato tutto.
Una gara da rivedere con profonda attenzione.
Questa partita andrebbe fatta rivedere, scena per scena, a ogni singolo calciatore.
Non per punizione, ma per consapevolezza.
Perché lo scempio visto in campo non può e non deve più ripetersi.
Non è mancata solo la qualità o la precisione: è mancato lo spirito, la convinzione, la rabbia di chi sa che indossa una maglia che pesa.
Le scelte tattiche, le posizioni, l’atteggiamento: tutto sbagliato, tutto da rifondare mentalmente.
Dopo il rigore, il vuoto
Il momento più deludente, forse, è arrivato dopo il gol di Dybala.
Quello che doveva essere la scintilla, è diventato la resa.
Niente reazione, niente furore, niente orgoglio.
Solo il nulla.
Eppure bastava la voglia, quella che da sola ti spinge a schiacciare l’avversario nella sua area, a crederci fino alla fine, anche solo per rispetto di chi sta sugli spalti o davanti alla TV col cuore in mano.
È mancata la Roma che vogliamo
Non solo nei piedi, ma soprattutto nella testa e nel cuore.
Quella Roma che sogniamo — compatta, cattiva, famelica — non si è vista.
È rimasta chiusa da qualche parte, forse a Trigoria, forse nella memoria di altre serate migliori.
Ma deve tornare, e in fretta.
Perché non si può accettare una Roma che si spegne, che si arrende, che smette di credere.
Avanti col Mister, ma servono risposte
Non è il momento di processi, né di rivoluzioni.
È il momento della verità, sì.
Si va avanti con il Mister e con tutti, ma da oggi non bastano più le parole.
Servono fatti, serve una risposta forte sul campo.
Serve una Roma che si rialza, che si guarda in faccia e torna a fare quello che sa fare: lottare, soffrire, vincere insieme.
Perché le serate amare, se capite bene, possono diventare la base per rinascere.
Ma solo se da domani, a Sassuolo, scende in campo una Roma vera.
Una Roma che non si vergogna di sporcarsi la maglia, ma solo di non averci provato.
Forza Roma sempre e comunque 🧡 ❤️
M.B
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