La mossa di Gasperini su Pellegrini: un azzardo alla Liedholm nella Roma
L'eco delle grandi intuizioni del calcio italiano risuona ancora oggi, e c'è una mossa che sta facendo discutere gli addetti ai lavori e i tifosi: quella di Gian Piero Gasperini con Lorenzo Pellegrini. L'allenatore, ora alla guida della Roma, noto per la sua audacia tattica, ha spostato il capitano giallorosso da trequartista a un ruolo più arretrato, una decisione che rende ancora più calzante il paragone con un illustre precedente.
Il precedente di Agostino Di Bartolomei
La mente corre subito a un'altra rivoluzione tattica che segnò un'epoca: quella di Niels Liedholm con Agostino Di Bartolomei. Il "Barone", arrivato alla Roma, scelse di arretrare il suo capitano, un giocatore dal talento purissimo e dalla visione di gioco straordinaria, da trequartista a libero. All'epoca, molti storsero il naso, ma il campo diede ragione all'allenatore svedese. Di Bartolomei, con la sua intelligenza tattica, la sua capacità di impostazione e il suo tiro potente, diventò il perno di quella Roma, un vero e proprio regista arretrato che dettava i tempi di gioco e lanciava i compagni. La Roma arrivò a vincere lo storico scudetto del 1983 e sfiorò la Coppa dei Campioni l'anno dopo. Liedholm, che aveva visto lungo, si convinse a tal punto della bontà di questa mossa che, tornato al Milan, volle portare Di Bartolomei con sé, a riprova di quanto quella intuizione fosse stata vincente.
Le analogie tra Di Bartolomei e Pellegrini
Oggi, ad oltre quarant'anni di distanza, Gasperini sta ripercorrendo la stessa strada con Pellegrini, proprio nel club che ha visto trionfare il duo Liedholm-Di Bartolomei. Le analogie tra i due calciatori non sono poche: entrambi capitani, entrambi dotati di una tecnica sopraffina, di un'ottima visione di gioco e di un tiro potente. Come Di Bartolomei, anche Pellegrini ha sempre brillato per la sua intelligenza in campo, per la sua capacità di leggere le situazioni e di servire i compagni. E proprio queste qualità, secondo Gasperini, possono fare la differenza in un ruolo in cui non si chiede solo di difendere, ma anche di costruire il gioco. In questa nuova posizione, Pellegrini ha la possibilità di avere il campo davanti a sé, di dettare i tempi, di lanciare in profondità e di sfruttare la sua visione di gioco per innescare gli attaccanti.
Le speranze legate a questa mossa
La speranza, per i tifosi della Roma e per il calcio italiano, è che questa intuizione si riveli vincente come quella di Liedholm. Se la mossa di Gasperini dovesse avere successo, si aprirebbe un nuovo capitolo nella carriera di Pellegrini, che potrebbe trovare in questo ruolo la sua definitiva consacrazione. E non solo: si offrirebbe un'ulteriore prova che l'innovazione tattica può fare la differenza nel calcio moderno, portando a risultati inaspettati e rivoluzionari.
Sarà l'ennesima genialata di Gasperini? O un azzardo che non paga? Solo il tempo ce lo dirà, ma di certo la sfida è lanciata e l'attesa per vedere il nuovo Pellegrini in azione è altissima.
Forza Roma sempre e comunque 🧡 ❤️
M.B.
Commenti
Posta un commento