Scopriamo la rosa, Artem Dovbyk


L'estate scorsa (2024) ha visto la Roma protagonista di un'operazione di mercato di grande risonanza, assicurandosi le prestazioni di Artem Dovbyk, capocannoniere della Liga con il Girona.

Un acquisto che ha suscitato grandi aspettative nella capitale, ma che finora ha avuto un andamento altalenante.

Un Arrivo con Grandi Aspettative
Artem Dovbyk è sbarcato a Roma nell'agosto del 2024, proveniente dal Girona con un'operazione da circa 30.5 milioni di euro più bonus, che potevano portare la cifra complessiva fino a 35-40 milioni. Il suo arrivo è stato accolto con entusiasmo dai tifosi giallorossi, che vedevano in lui il bomber capace di risolvere i problemi offensivi della squadra. 

L'attaccante ucraino aveva infatti brillato nella stagione precedente, segnando 24 gol e fornendo 8 assist in 36 partite di Liga, trascinando il Girona a una storica qualificazione in Champions League.
La Prima Stagione in Giallorosso: Luci e Ombre.

La prima stagione di Dovbyk con la maglia della Roma è stata caratterizzata da un andamento discontinuo. Nonostante un numero di gol rispettabile (si parla di 17 gol stagionali secondo alcune fonti, sebbene altre indicassero una maggiore difficoltà a trovare la porta con costanza), le sue prestazioni non hanno sempre convinto appieno l'ambiente. Si è notata una certa fatica ad adattarsi al calcio italiano e alle richieste tattiche, a tratti, del tecnico Claudio Ranieri (all'epoca in carica, prima dell'arrivo di Gian Piero Gasperini per la stagione 2025/2026). Le voci di un'insoddisfazione, sia da parte del giocatore che del club, hanno iniziato a circolare, alimentando dubbi sul suo futuro.
Il Futuro di Dovbyk: Tra Permanenza e Voci di Mercato.

Con l'arrivo del nuovo tecnico Gian Piero Gasperini, le prospettive di Dovbyk alla Roma sono diventate oggetto di dibattito. Inizialmente, si era paventata l'ipotesi di una sua cessione, con il Girona stesso che si sarebbe fatto avanti per un clamoroso ritorno. Tuttavia, le ultime indiscrezioni sembrano indicare una ferma volontà del giocatore di restare a Roma e di giocarsi le sue carte sotto la guida di Gasperini, allenatore noto per esaltare le qualità dei suoi attaccanti. 
Sembra che Dovbyk abbia chiesto alla società di continuare a puntare su di lui come attaccante titolare.

La Roma, dal canto suo, non lo considera incedibile ma potrebbe decidere di dargli un'altra possibilità, a fronte di offerte non ritenute adeguate e considerando la volontà del giocatore. In questo scenario, le cessioni di altri attaccanti come Eldor Shomurodov e Tammy Abraham potrebbero essere prioritarie per la società.

Conclusioni
L'acquisto di Artem Dovbyk da parte della Roma la scorsa estate è stato un investimento importante, dettato dalle sue incredibili prestazioni in Spagna. La prima stagione in Italia ha mostrato un potenziale ancora inespresso, ma anche delle difficoltà di adattamento. Il suo futuro nella capitale è ancora in fase di definizione, con la speranza che la prossima stagione, sotto la guida di un allenatore come Gasperini, possa finalmente mostrare il vero Artem Dovbyk e ripagare le aspettative riposte in lui.

L'adattamento di Artem Dovbyk al modulo di Gian Piero Gasperini sarà una delle sfide più interessanti da osservare nella prossima stagione della Roma. Nonostante alcune voci recenti di "non adattabilità" (come riportato da Francesco Graziani), le caratteristiche di Dovbyk potrebbero, in realtà, trovare una loro dimensione nel sistema gasperiniano, se ben interpretate.

Il Modulo Gasperiniano: Principi Chiave
Gasperini è noto per il suo 3-4-3 o 3-4-2-1, con variazioni che possono includere il 3-4-1-2 o il 3-5-2. I principi cardine del suo gioco sono:
Pressing alto e marcature a uomo: L'obiettivo è recuperare il pallone il più vicino possibile alla porta avversaria, non lasciando tempo e spazio.
Intensità e aggressività: Ogni giocatore deve partecipare attivamente a entrambe le fasi di gioco, con grande dispendio di energie.

Costruzione dal basso per creare superiorità: L'uscita palla al piede serve a disordinare la difesa avversaria e creare spazi.

Spinta degli esterni (quinti di centrocampo): Sono fondamentali per creare ampiezza e crossare.

Inserimenti senza palla e attacco dello spazio: I giocatori devono muoversi costantemente per creare linee di passaggio e attaccare la profondità.

Attaccanti che giocano con la squadra: Non solo finalizzatori, ma anche capaci di dialogare, fare sponda e partecipare alla manovra.

Le Caratteristiche di Dovbyk e come si sposano col "Gasp-pensiero":
Artem Dovbyk è un centravanti mancino, dotato di un'ottima fisicità (189 cm per 92 kg), buon fiuto del gol, abile nel gioco aereo e forte nel tenere palla. È un calciatore d'area di rigore, con buoni tempi di inserimento e capace di attaccare la profondità. Non è un giocatore che punta l'uomo con continuità o che calcia molto dalla distanza, ma è efficace nei contromovimenti e nel finalizzare i cross.

Vediamo come queste caratteristiche possono adattarsi:

Punta centrale nel 3-4-2-1 o 3-4-3: Dovbyk è una prima punta "classica", un centravanti vero e proprio. Nel modulo di Gasperini, il ruolo della punta centrale è fondamentale per tenere alta la squadra, fare la sponda per gli inserimenti dei trequartisti o degli esterni, e finalizzare. Dovbyk, con la sua fisicità, può essere un ottimo punto di riferimento per le sponde e per difendere palla, consentendo alla squadra di salire.

Attacco alla profondità e inserimenti: Gasperini chiede ai suoi attaccanti di attaccare lo spazio e di muoversi continuamente. Dovbyk ha dimostrato a Girona di saper attaccare la profondità e fare contromovimenti per liberarsi e concludere. Se riuscirà a affinare i tempi di questi movimenti in relazione ai compagni, sarà un'arma preziosa.

Gioco aereo e cross: L'Atalanta di Gasperini sfrutta molto gli esterni per i cross. Dovbyk, con la sua abilità nel gioco aereo e nel colpo di testa (anche in tuffo), può essere un ottimo terminale offensivo per questo tipo di giocate.
 
Partecipazione alla manovra: Pur essendo un finalizzatore, Dovbyk ha mostrato di saper giocare anche sul corto e premiare i movimenti dei compagni. Gasperini richiede attaccanti che non si isolino e che sappiano dialogare, e questo aspetto potrebbe essere ulteriormente sviluppato.

Pressing e fase difensiva: Qui potrebbe esserci il maggior banco di prova. Gasperini chiede un lavoro intenso e costante anche in fase di non possesso, con pressing e riaggressione immediata. Dovbyk dovrà dimostrare grande abnegazione e capacità di "sacrificarsi" per la squadra, partecipando attivamente al primo pressing. Questo è l'aspetto che, forse, ha destato più perplessità in passato.

Staticità percepita: Sebbene sia in grado di attaccare la profondità, alcune analisi lo descrivono come "un po' statico" in certi frangenti. Gasperini non tollera la staticità e richiederà un movimento continuo.

Gioco spalle alla porta e scarico: Dovbyk è forte fisicamente, ma dovrà essere bravo a smistare il pallone rapidamente e con precisione, un requisito fondamentale per le ripartenze veloci di Gasperini.

Lavoro senza palla: Come accennato, l'intensità e l'applicazione tattica nella fase di non possesso saranno cruciali.
Conclusioni:
L'adattamento di Dovbyk al modulo di Gasperini non è scontato, ma nemmeno impossibile. Le sue qualità fisiche, il fiuto del gol e la capacità di attaccare la profondità sono punti a favore. La chiave del successo sarà la sua volontà di mettersi al servizio di un sistema di gioco estremamente esigente, imparando i meccanismi di pressing e movimento continuo richiesti dal tecnico. Se Dovbyk riuscirà a interiorizzare questi principi, Gasperini potrebbe essere l'allenatore giusto per esaltare ulteriormente le sue qualità e trasformarlo nel centravanti che la Roma (e il tecnico) cercano.
Forza Roma sempre e comunque 🧡 ❤️ 
M.B.

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