14 Giugno 1942 primo scudetto giallorosso. Lettera dal fronte
"14 06 1942 ASR CAMPIONE "
Ecco le lettere dal fronte dei Romanisti in guerra nella stagione 1941-42, quella del primo Scudetto della Roma.
Chi è ferito, chi è in trincea, chi ha perso un occhio, chi sta in Russia e chi in Albania, chi è caporale, chi è fante, chi è marinaio. Ma anche al buio, al freddo, nelle intemperie, c’è una sola cosa nella testa: L’AS Roma.
Lettera di una infermiera dal fronte russo alla Roma:
“Vi scrivo per conto di un soldato ferito, vi prego di inviarmi una fotografia della vostra squadra di calcio. Il soldato non può scrivervi perché attualmente non può vedere, essendo in attesa di una operazione che dovrebbe ridonargli la vista. Egli vuole la foto dei suoi beniamini per “vederli”. Chiede anche dei ritagli di giornale che parlino delle recenti vittorie della Roma. Il soldato vuole sempre sentire parlare della Roma ma io mi intendo di calcio”
Lettera di un fante dall’Albania
“Qui nei momenti di pausa si riaccende in ognuno l’animo sportivo e comincia quel tifo che anima le vie della città. Solo una cosa voglio domandarvi: perseverete nel vostro comando?”
Franchigia del caporale Sisto Bruseller dal fronte russo
“Ieri da un bollettino diramato dal comando di divisione, ho potuto vedere dalle notizie che la compagine giallorossa si trova in testa alla classifica!”
Cartolina di un marinaio che chiede una maglia giallorossa
“Il cordone dei marinai porta fortuna, quindi accontentate i marinai e la fortuna avrete assicurata”
Il Caporale Vivaldo Garavaldi chiede un distintivo da nascondere sotto la giubba per poi esibirlo sotto gli occhi dei militari di fede avversa: “Quei tifosi avversari della mia compagnia li faccio morire”.
Un granatiere del 1º reggimento è il più verace: “Quest’anno lo Scudetto se lo beccano noi, lo sanno tutti. Fategliela vedere a questi laziali”.
Un artigliere dalla Marmarica:
“Sono novarese ma sono un super tifoso della Roma. Quando ho saputo che il mio compaesano Mornese è passato a difendere i vostri imbattibili colori per me è stato come un terno al lotto”
E infine un militare anonimo che scrive poco ma dice tutto:
“L’invitto squadrone giallorosso sta sempre ner core”
Tratte dal
libro “Forza Roma. Lo Scudetto della Roma”
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