Sprint finale, facciamo bilanci e chiarezza.

"Mancano gli ultimi cento metri", dice Claudio Ranieri; la Roma potrebbe arrivare quarta ma anche ottava. 
È stato un campionato complesso; i verdetti arriveranno sul filo di lana. Nei piazzamenti conterà anche la classifica avulsa.
La Roma era partita male: nelle prime quattro partite, con De Rossi, tre pareggi e una sconfitta portarono a casa solo tre punti (media punti 0,75 a partita). Venne sostituito da Juric che, dopo otto partite (quattro vittorie, tre pareggi e una sconfitta), totalizzò 15 punti (media 1,875 a partita) venne esonerato. Al suo posto arrivò Claudio Ranieri, che ad oggi ha diretto 23 partite per un totale di 49 punti (media 2,130 a partita). Se la media dovesse rimanere la stessa, la Roma chiuderebbe il campionato a 69/70 punti, che significherebbe un quarto o quinto posto.
Alla luce di questi numeri, dare tutte le colpe a Juric, pur riconoscendo che la sua scelta fu sbagliata, mi sembra eccessivo.
La Roma era stata costruita per "arrivare al livello dell'Inter", che aveva appena vinto il campionato, "in due o tre anni", disse Daniele De Rossi a fine agosto scorso. Indubbiamente, nel mercato estivo sono stati fatti degli errori, ma è ingiusto addossarli tutti a Ghisolfi, arrivato a giugno quando i titolari della Roma erano impegnati con le nazionali. Scoppiò il caso Dybala, che condizionò il mercato. De Rossi chiese Chiesa; il suo procuratore, Ramadani, per cercare di convincere il giocatore, chiese di ingaggiare Sangaré, ma poi Chiesa si oppose al passaggio alla Roma, quindi si virò su Soulé, un'operazione complessa che Ghisolfi riuscì a concludere, con l'entusiasmo della piazza. Intanto, arrivò a Roma uno dei migliori undici del campionato francese del 2022, Enzo Le Fée. Per il cartellino si fece un'operazione eccessiva (23 milioni), su indicazione di Roberto Mancini a Daniele De Rossi arrivò il primo calciatore saudita nel campionato italiano, Saud Abdulhamid. Un altro calciatore voluto da Ghisolfi fu Dahl, giovane promettente svedese. Serve un attaccante; si valutarono molti profili, alla fine arrivò Dovbyk, capocannoniere della Liga, strappato all'Atletico Madrid. Infine, su indicazione di De Rossi, Ghisolfi fece un'altra ottima operazione, prendendo Koné per 18 milioni.
Inoltre, Florent fece eccellenti operazioni in uscita: Belotti, Smalling, Aouar; ingaggi molto importanti e plusvalenze che permisero gli acquisti.
In chiusura, arrivarono a parametro zero Hummels e Hermoso.
Questo mercato è stato definito disastroso da alcuni speaker radiofonici e giornalisti. Sicuramente si poteva fare meglio, ma "disastroso" mi sembra eccessivo.
Da settembre scrivo e dico che questa squadra è da quinto-sesto posto e, come disse De Rossi, nel prossimo mercato farà nuovi aggiustamenti con calciatori giovani, sani e di prospettiva e, nell'anno del centenario, potrà competere per lo scudetto.Ma a Roma ci piace urlare alle catastrofi; c'è chi addirittura dice che questa proprietà sta distruggendo Roma, come se prima avessimo avuto la bacheca piena di trofei. C'è chi ha detto: "Sono peggio di Ciarrapico".
Personalmente vorrei una Roma vincente, una grande Roma, ma anche una tifoseria e soprattutto radio e giornali meno provinciali, meno urlatori, meno catastrofisti.
Sono certo che arriverà, dopo Ranieri, un grande allenatore; io spero sia Antonio Conte, come mi dicono le mie fonti, anche se alcuni segnali mi spingono a credere che sarà Allegri. Ma sicuramente, come ha detto più volte Ranieri: "I Friedkin vogliono far grande la Roma", ed io a Claudio Ranieri credo molto più che agli strilloni del web, delle radio e dei giornali.
Forza Roma sempre e comunque 🧡❤️

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