La Garbatella quartiere fatato degli innamorati

La scalinata degli innamorati

La Garbatella, quartiere femmina, nato sotto il segno dell'Acquario. È l'unico quartiere di Roma di cui si conosce la data di nascita: il 18 febbraio 1920, giorno in cui la Chiesa festeggia Santa Costanza.
Un quartiere un tempo chiuso in dodici cancelli, pieno di vigneti coltivati a garbata, di proprietà di monsignor Nicolai, un quartiere ricco di storia.
Era mercoledì delle Ceneri, verso mezzogiorno di una precoce primavera, quando il re Vittorio Emanuele III pose la prima pietra della nascente città giardino.
La pietra è incastonata in un palazzo dove è murata la pergamena firmata dal re.
Questo luogo, chiamato "Er Pincetto", doveva essere la finestra sul fiume dove sarebbe dovuto nascere un porto fluviale.
La Garbatella è un piccolo paese nella città dove sono nati artisti di ogni genere, tra gli attori è doveroso iniziare dal famoso Maurizio Di Lorenzo in arte Arena attore di molti film, tra cui "Poveri ma belli" di Dino Risi; mia madre mi chiamò Maurizio dopo aver visto questo film.
Fellini gira nello stesso anno; “La dolce vita”, quella dolce vita vissuta a Via Veneto proprio da Maurizio interprete non nella pellicola, ma nella realtà. 
Alberto Sordi visitava spesso le sue sorelle che vivevano di fronte al cinema teatro Garbatella, ora teatro Palladium, alla Garbatella. Nel 1951 girò nell'oratorio di San Filippo Neri il film "Mamma mia, che impressione!", dove nacque anche il personaggio di "Mario Pio".
Rossana Di Lorenzo, sorella di Maurizio, è Questo quartiere, che vive di storie e leggende, è incorniciato da comignoli fiabeschi e scalinate che attraversano lotti pieni di fiori, alberi da frutto e piccole case arricchite da ornamenti. Le figure e le scritte incastonate negli edifici, i simboli in alcuni marciapiedi, realizzati con pietre bianche di fiume, danno sapore e formano angoli suggestivi.
Passare per le strade della Garbatella significa tuffarsi a ritroso nel tempo: il caldo colore dei suoi edifici, pieni di storia recente, contrasta nei ricordi con il colore nero degli indumenti di coloro che osarono camminare tra le sue case e che, anno dopo anno, furono accecati dal rosso sangue dei martiri di questo quartiere. 
La leggenda vuole che Garbata Ostella, da cui prende nome il quartiere umbertino, prima, mussoliniano dopo dall’alto di un palazzo con un seno offre abbondanza, nutrimento e serenità come la dea Cerere, e con affetto e volto orgoglioso sembra voler nutrire i suoi figli che le passano vicino e le rivolgono uno sguardo amoroso. Poco distante, andando nel tempo, ci appare in un angolo una fresca faccetta di giovane dalla pelle dolcemente scura che versa acqua senza smettere mai e disseta chi a lei si avvicina, la fontana Carlotta, detta anche fontana degli innamorati, perché un tempo era un angolo buio dove le coppiette si appartavano, reminiscenza di ingiuste passeggiate in territori africani. Ora, dolce e fresca mediatrice degli errori della storia recente. Carlotta ha il volto di una donna dalla pelle abbronzata e capelli ondulati, forse ispirata a un'artista dell'epoca, per quel periodo storico che va tra gli anni venti e trenta. Una leggenda la rende benefica e dispensatrice di desideri; chi prende acqua dalla sua bocca non può fare a meno di berne tre sorsi e pensare ad esprimere tre desideri.
La Garbatella è nota anche per essere da sempre un set cinematografico a cielo aperto, fin dal vecchio film di Hemmer "Le ragazze di Piazza di Spagna", girato negli anni cinquanta con la sartina Lucia Bosè che abita alla fine della scalinata della fontana di Carlotta, per quello di Totò e Marcellino girato “alla scoletta” un’antica villa romana ampliata e divenuta poi una scuola materna condotta dalle “Cappellone” le suore Figlie della Carità fino agli anni sessanta e poi passata al Comune di Roma. Sulla piazza Damiano Sauli c'è la grande scuola elementare dove Ettore Scola girò il film "C'eravamo tanto amati" con Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Stefano Satta Flores e Stefania Sandrelli, ora nota al pubblico televisivo per la fiction "I Cesaroni".
La piazza va però ricordata perché c'è la chiesa di San Francesco Saverio, frequentata nel 1946 da Karol Wojtyła quando era un povero e semplice prete polacco, e divenuto Papa volle fare la sua prima uscita come Vescovo di Roma proprio alla Garbatella, quel 3 dicembre 1978.
C’è anche da sapere che la Maternità e Infanzia della Garbatella fu visitata da Gandhi nel 1931, proprio quella che venne bombardata il 7 aprile 1944 dove perirono bambini e mamme. Il tempo sembrò fermarsi per più di cinquant'anni nell'orologio dell'albergo rosso, fermo alle 11:25, l'ora in cui le bombe caddero sull'albergo bianco in via Guglielmo Massaia.

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