ROMA FAIR PLAY FINANZIARIO: FACCIAMO CHIAREZZA
In questi giorni si parla molto della situazione economica della Roma e del famoso Settlement Agreement con la UEFA.
C’è chi dice che sia finito il 30 giugno, chi sostiene che la Roma non possa spendere sul mercato e chi, al contrario, considera ormai completamente risolto il problema.
Come spesso accade, la verità è un po’ più complessa.
Proviamo allora a fare chiarezza, soprattutto pensando al prossimo mercato di gennaio.
TUTTO NASCE NEL 2022
Nel 2022 la Roma firmò con la UEFA un Settlement Agreement, cioè un accordo che avrebbe dovuto riportare gradualmente il club dentro i parametri economici richiesti dal Fair Play Finanziario.
Roma e Inter scelsero un percorso più lungo rispetto ad altri club: quattro anni di risanamento, con controlli e obiettivi intermedi.
Ed ecco il primo punto importante.
Il Settlement non è automaticamente “finito” il 30 giugno 2026.
Il 30 giugno si è chiuso l’ultimo esercizio economico necessario per effettuare il controllo finale. L’accordo comprende infatti gli esercizi fino al 2026 e il monitoraggio arriva alla stagione 2026/27.
Adesso deve essere la UEFA a verificare definitivamente i numeri e stabilire se la Roma ha raggiunto l’obiettivo previsto.
LA ROMA HA GIÀ PAGATO DELLE MULTE
Negli ultimi anni la Roma ha leggermente superato alcuni degli obiettivi intermedi concordati con la UEFA.
Nel controllo sul 2023 arrivò una multa da 2 milioni.
Per il 2024 altri 3 milioni.
Nel giugno scorso, relativamente al 2025, altri 2 milioni.
Ma c’è stato anche un secondo problema.
La Roma ha superato il limite UEFA dello Squad Cost Ratio, cioè il rapporto tra il costo della squadra e i ricavi del club.
Per questo sono arrivati altri 4 milioni di sanzione.
Quindi nell’ultimo controllo UEFA la Roma ha ricevuto complessivamente 6 milioni di euro di multe.
Questo però non significa che alla Roma sia stato bloccato il mercato.
IL FAMOSO LIMITE DEL 70%
Questa è probabilmente la parte più interessante per capire cosa sta facendo oggi la società.
La UEFA prevede che il costo della rosa — in particolare stipendi, costi legati ai trasferimenti e commissioni — debba rientrare entro il 70% dei ricavi rilevanti.
E allora diventano molto importanti le parole pronunciate a settembre dal direttore sportivo Tony D’Amico.
D’Amico ha spiegato che la Roma ha ridotto il monte ingaggi di circa il 15%, quasi 20 milioni di euro.
Non è un particolare secondario.
Quei 20 milioni risparmiati non servono soltanto a spendere meno.
Servono anche a migliorare uno dei parametri sui quali la UEFA giudica direttamente la sostenibilità economica del club.
E I FAMOSI 60 MILIONI?
Durante il mercato di giugno abbiamo sentito continuamente parlare della necessità di realizzare decine di milioni di plusvalenze.
Ma anche qui bisogna stare attenti.
Il Fair Play Finanziario UEFA non prende semplicemente la perdita che troviamo nel bilancio della Roma e decide se il club è promosso o bocciato.
La UEFA effettua un proprio calcolo, chiamato Football Earnings, nel quale alcune spese vengono trattate diversamente e sono previste determinate rettifiche.
Nel triennio decisivo — 2024, 2025 e 2026 — esiste inoltre una “deviazione accettabile” che, rispettando determinate condizioni e con l'intervento della proprietà, può arrivare fino a 60 milioni.
Quindi dire semplicemente:
“La Roma deve avere il bilancio in pareggio”
non è corretto.
Così come non sarebbe corretto sommare le perdite dei normali bilanci della Roma e considerare automaticamente quella cifra come deficit UEFA.
Sono due conti differenti.
PERCHÉ A GIUGNO NON È STATO VENDUTO UN BIG?
Ed eccoci alla domanda che molti romanisti si sono posti.
Se la situazione era così delicata, perché la Roma non ha venduto uno dei giocatori più importanti pur di realizzare una grande plusvalenza entro il 30 giugno?
La società ha effettuato diverse operazioni in uscita, ma non ha scelto la strada della svendita.
Secondo diverse ricostruzioni, i Friedkin avrebbero preferito presentare alla UEFA l'intero percorso economico del club, mettendo eventualmente in conto un'altra sanzione economica, piuttosto che indebolire pesantemente la squadra esclusivamente per centrare un parametro al 30 giugno.
Su eventuali nuove multe, però, bisogna essere chiari: finché non arriverà la decisione UEFA definitiva, qualsiasi cifra resta un’indiscrezione.
LA ROMA PUÒ FARE MERCATO A GENNAIO?
Al momento la risposta è sì.
Non risulta alcun blocco generale del mercato imposto alla Roma.
Naturalmente questo non significa che possa spendere senza limiti.
Ogni operazione deve essere valutata considerando sia il costo del cartellino sia l’ingaggio e l’impatto che avrà sui parametri UEFA.
Facciamo un esempio molto semplice.
Se la Roma acquistasse un calciatore per 30 milioni con un contratto di cinque anni, quei 30 milioni normalmente non diventerebbero tutti costo del primo anno.
Il cartellino verrebbe ammortizzato nel tempo: semplificando, circa 6 milioni all’anno.
A questi andrebbero aggiunti stipendio e altri costi.
Ecco perché parlare semplicemente di “budget di mercato” può essere fuorviante.
Per la UEFA conta molto quanto pesa annualmente un calciatore sui conti della società.
Ed ecco anche perché aver ridotto il monte ingaggi di quasi 20 milioni può diventare importantissimo in vista delle prossime sessioni di mercato.
COSA RISCHIA LA ROMA?
Il Settlement Agreement prevede diversi tipi di conseguenze qualora l'obiettivo finale non venisse rispettato.
Si può andare dalle sanzioni economiche fino, nei casi e nelle condizioni previste dall'accordo, a limitazioni riguardanti la lista UEFA e a misure sportive più pesanti.
Ma attenzione a non creare allarmismi.
Oggi non sappiamo ancora quale sarà il risultato definitivo del controllo UEFA.
Sappiamo invece che negli ultimi controlli gli scostamenti della Roma sono stati definiti lievi e sono stati sanzionati economicamente.
Sappiamo inoltre che la società ha effettuato un'importante riduzione del monte ingaggi e che continua a confrontarsi con la UEFA.
QUINDI, DOVE SIAMO?
Possiamo riassumere così.
La Roma non è ancora ufficialmente uscita dal Settlement Agreement.
L'esercizio decisivo si è chiuso il 30 giugno 2026.
La UEFA sta continuando il monitoraggio nella stagione 2026/27.
La Roma ha ricevuto nell'ultimo controllo 6 milioni complessivi di sanzioni, ma non ha ricevuto un blocco generale del mercato.
E soprattutto la società ha ridotto sensibilmente il costo della rosa, con quasi 20 milioni in meno di monte ingaggi secondo quanto dichiarato dal direttore sportivo.
Adesso manca la cosa più importante:
il giudizio definitivo della UEFA sul percorso 2022-2026.
Solo allora potremo dire definitivamente se la Roma avrà chiuso il capitolo Settlement Agreement oppure se saranno necessarie ulteriori misure.
Nel frattempo una cosa possiamo dirla.
Quando a gennaio sentiremo parlare di un esterno da 20, 25 o 30 milioni, non basterà domandarsi:
“La Roma ha questi soldi?”
La domanda corretta sarà:
“Quanto peserebbe quell'operazione ogni anno sui parametri UEFA della Roma?”
È una differenza enorme.
Ed è probabilmente proprio da questa differenza che passerà il prossimo mercato giallorosso.
©Calcio & Cucina
Rugantino Racconta
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